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domenica 21 luglio 2019

Attualità martedì 18 giugno 2019 ore 11:27

Un progetto per monitorare "il Dna del mare"

Durante le attività di monitoraggio visivo

​Corsica Sardinia Ferries, Ispra e Milano Bicocca insieme in un progetto innovativo per la salvaguardia della biodiversità del Mar Mediterraneo



SAVONA — Prosegue anche nel 2019 il progetto per la salvaguardia dei cetacei nel Mar Mediterraneo che vede la collaborazione dell’Università di Milano Bicocca, Corsica Sardinia Ferries e Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). La Compagnia di navigazione- come si legge in una nota stampa - metterà nuovamente a disposizione della ricerca i suoi traghetti, ottimali piattaforme di osservazione, per dare seguito al progetto della dottoressa Elena Valsecchi, avviato lo scorso anno dall’Università di Milano Bicocca, che mira allo studio innovativo della biodiversità del Mediterraneo, mediante l’analisi delle microtracce di Dna che ogni organismo vivente rilascia nell’ambiente in cui vive (eDna). 

Questa nuova tecnica, resa possibile dalla messa a punto di sofisticate tecnologie di analisi molecolare, consente di individuare la presenza e l’abbondanza di organismi marini che risultano, per la natura dell’habitat in cui vivono, poco accessibili e pertanto difficili da studiare. Particolare enfasi viene data allo studio dei grossi vertebrati marini (cetacei, grossi pesci e tartarughe marine) che, trovandosi all’apice della piramide trofica, rappresentano degli ottimi bioindicatori dello stato di salute del nostro mare.

Per quanto riguarda il monitoraggio iniziato nel 2018 la responsabile del progetto Elena Valsecchi commenta: “Prima di tutto, abbiamo avuto la conferma che la tecnica del prelievo di tracce biologiche da semplici campioni di acqua per studiare le comunità di organismi che popolano i nostri mari funziona, aspetto da qualche anno risaputo ma sempre sorprendente”, aggiungendo che si tratta di una prospettiva mai esplorata che apre a grandi sviluppi.

“Il grande potenziale di questa tecnica, abbinata alla copertura e alla ripetitività delle tratte percorse dai traghetti, -aggiunge Valsecchi - è quello di poter monitorare i cambiamenti nell’abbondanza e distribuzione delle specie marine di interesse commerciale ed ecologico, in relazione ai cambiamenti climatici che stanno affliggendo il nostro pianeta e, in modo particolare, il Mediterraneo”.

“Il Mediterraneo è un ambiente marino unico. È uno dei mari con più alta biodiversità (ospita circa il 18 per cento delle specie marine conosciute, molte delle quali endemiche, sebbene rappresenti solo lo 0.8 per cento della superficie del globo coperta da oceani) ma è anche una delle aree marine a più alto impatto antropogenico e dove gli effetti del surriscaldamento globale rischiano di essere più devastanti. Questi sono solo alcuni dei motivi per cui il Mediterraneo merita assoluta priorità di studio, monitoraggio e conservazione”, conclude la dottoressa Valsecchi, attualmente parte del MaRHE Center, un centro di ricerca dell’Università di Milano Bicocca.

Corsica Sardinia Ferries, - si legge ancora nella nota - consapevole dell’importanza del mare e della sua salute, da molti anni supporta Università, Organismi Scientifici e Associazioni in un’intensa attività di ricerca e monitoraggio dell’ambiente marino e delle specie che lo abitano, al fine di contribuire alla raccolta di dati, alla divulgazione della conoscenza, alla promozione della consapevolezza ambientale e alla diminuzione del rischio di danni.



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