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martedì 20 novembre 2018

Politica giovedì 08 novembre 2018 ore 16:24

Cave, il Gruppo 2019 critico sull'ampliamento

Foto postata su Facebook dal Gruppo 2019

Dal Gruppo 2019 la critica al progetto di ampliamento delle due cave che a loro avviso potrebbe compromettere irrimediabilmente il territorio



CAMPIGLIA MARITTIMA — "Siamo convinti che la Val di Cornia abbia grandi potenzialità per ricostruire un tessuto economico oggi in ginocchio a causa della crisi. Può farlo solo partendo dalle ricchezze uniche e non riproducibili e costruendo una strategia sovracomunale per promuoverle e valorizzarle", così il Gruppo 2019 si è espresso in merito alla richiesta di ampliamento delle cave a Campiglia e San Vincenzo.

"La decisione del Comune di San Vincenzo di avviare il procedimento per ampliare le cave di San Carlo e Monte Calvi fino a fonderle in un'unica cava è distante anni luce da questa prospettiva. - hanno commentato - Se un simile piano si concretizzasse l'intero massiccio del Monte Calvi sarebbe irrimediabilmente perduto. Qualsiasi ipotesi di sviluppo turistico dell'area, legato al patrimonio naturale, archeologico e paesaggistico (Monte Calvi è un Sito d'interesse comunitario di fama europea per la tutela della biodiversità con al suo interno il parco archeominerario di San Silvestro), sarebbe compromessa in modo irreparabile mentre il settore estrattivo, che garantisce ricadute occupazionali sempre più scarse ed è in profonda crisi, diventerebbe l'unica attività contemplata finché ci sarà qualcosa da scavare. Questo anche grazie alla decisione del comune di Campiglia che ha cancellato dalle colline le protezioni ambientali e ha già deciso nel 2017 di rinnovare le concessioni estrattive senza un limite temporale, ampliando di altre tre ettari la cava di Monte Calvi".

Questa scelta, secondo il gruppo che è pronto a candidarsi alle prossime elezioni, impoverisce l'intera Val di Cornia. "Colpisce - hanno concluso - la leggerezza con cui le Istituzioni assistono ad un così rilevante danno per la comunità intera. Il futuro della Val di Cornia non può essere quello di distruggere le colline, consegnare le coste alla speculazione e ammassare rifiuti speciali e speciali pericolosi a Piombino".



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