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domenica 21 aprile 2019

Attualità martedì 30 gennaio 2018 ore 09:33

Cave, la lente del Comitato sul Piano regionale

Il Comitato per Campiglia snocciola le mancanze del Piano, tra tutte l'uso dei materiali riciclabili e le conseguenze in fatto di ambiente e turismo



CAMPIGLIA MARITTIMA — Il Comitato per Campiglia torna a parlare di cave dopo l'approvazione della Legge regionale n.35 del 25 Marzo 2015 in materia per la formazione del nuovo Piano Regionale Cave.

Il Piano riguarderà anche l’area di Campiglia dove insistono le cave di Monte Calvi, Monte Valerio e San Carlo.

Il Comitato per Campiglia dalla lettura dei documenti predisposti dalla Regione è giunto alla conclusione che va denunciata l'ambiguità sulle attività estrattive là dove si parla di privilegiare il riuso dei materiali assimilabili agli inerti di cava.

Altri gli aspetti da contestare come la mancata messa in evidenza nel documento che “le attività estrattive della Val di Cornia risultano ormai una fonte di ricchezza e lavoro molto ridimensionate e/o addirittura un ostacolo per lo sviluppo di altre fonti di lavoro meno impattanti sul paesaggio; - hanno puntualizzato dal Comitato - che occorre entrare nell'ottica di limitare, quantitativamente e qualitativamente, l'estrazione al calcare richiesto dalle industrie non del settore edilizio; che occorre ridurre drasticamente l'estrazione ai fini di commercializzazione dei materiali per l'edilizia, mettendo in conto la presenza nella zona dei milioni di metri cubi di scorie riciclabili”.

Puntualizzazioni arrivano anche in merito al processo di informazione e partecipazione che avrebbe portato a stilare questo documento, accusando Regione e Comune. Tre gli incontri tenuti, uno con i rappresentanti di categoria, uno con le associazioni ambientaliste e uno con cittadini, soggetti interessati e rappresentanti della Amministrazioni. Fissata per il 19 Gennaio 2018 la data di scadenza per presentare contributi valutabili alla redazione del Piano regionale delle cave articolato attualmente in tre documenti.

Il Comitato per Campiglia si domanda, però, se i presupposti che hanno spinto lo sviluppo delle cave siano ancora validi e se ancora oggi possono esser considerate fonte di sviluppo prioritaria rispetto a quello turistico. Argomento che il Comitato riallaccia alla possibilità di utilizzo dei materiali riciclabili e destinabili all’edilizia che nel Piano sembrerebbe non essere affrontata. Una mancanza che secondo il Comitato per Campiglia porterà a fabbisogni complessivamente sovrastimati e previsioni sballate.



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