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sabato 25 maggio 2019

Attualità sabato 24 ottobre 2015 ore 10:36

"Capannoni sfitti eppure se ne costruiscono altri"

I consiglieri portavoce Daniele Fioretti e Chesi Cristina del M5S Campiglia denunciano l'abbandono della zona industriale di Campo alla Croce



CAMPIGLIA MARITTIMA — "Basta girare un po’ per via Della Monaca a Venturina Terme e guardarsi intorno per notare una cosa ben triste e sotto gli occhi di tutti: sono ricomparsi i cartelloni con su scritto costruzione capannoni industriali, mentre nella zona industriale di Campo Alla Croce crescono le erbacce intorno a capannoni sfitti che chissà quando verranno messi in attività.

Un’area che ha visto l’edilizia esplodere decenni fa, caratterizzata in particolare dalla costruzione di capannoni. Un’avanzata senza tregua che è arrivata fino ad oggi con la quasi completa saturazione del territorio. Andando a ritroso bisogna fare una premessa in quanto già nell’estate del 2010 comparve un analogo cartello in via Della Monaca che riportava le stesse caratteristiche, rimase li imperterrito dinnanzi alla crisi che già dai primi anni duemila colpiva il settore. Bastava infatti fare un giro nella zona industriale di Campo alla Croce e alla Stazione per rendersene conto.

Siamo nel 2015 e se ce ne facciamo un altro di giro vediamo che i cartelli Vendesi e Affittasi sono sempre li sgualciti e scoloriti così come 5 anni fa. Ci chiediamo come questa amministrazione non si occupi almeno di assegnare terreni ad aziende che poi utilizzeranno i capannoni invece che a società che li costruiranno per venderli ad altre imprese, ma soprattutto che non censisca o almeno verifichi con chi fosse interessato a verificare la possibilità di usare quelli inutilizzati. Anzi ha rincarato la dose assegnando nell’ultimo Regolamento Urbanistico 25 ettari per edificarne altri (Campo alla Croce-Coltie).

Riteniamo perciò questa amministrazione responsabile della volontà di perseguire davvero politiche di riuso anzichè di espansione con il conseguente utilizzo inutile di suolo. Si dovrebbe favorire la riqualificazione di quelli vuoti, non farne costruire altri, perché consumare suolo invece di recuperare? Ma se ce ne sono già tanti da “sbolognare”, per chi diavolo li stanno costruendo?

Tenendo conto che la popolazione del nostro Paese negli ultimi anni è praticamente stabile, chi si spera potrà comprare o prendere in affitto tutti questi bei capannoni, se non si riesce a piazzare nemmeno quelli vecchi? Certo,come si dice: “investire nel mattone”, ma questi mattoni sono ormai divenuti ben difficili da piazzare, senza contare poi che ormai la cementificazione nel nostro Paese ha raggiunto livelli talvolta osceni.

Nonostante ciò, continuiamo a costruire, sperando in una agognata ripresa, senza renderci conto che la famigerata crisi di cui tanto si parla (e della quale comunque tutti più o meno paghiamo quotidianamente le conseguenze sulle nostre spalle) è di tipo strutturale e non congiunturale. Aree dismesse, capannoni abbandonati e una distesa di cartelli di vendesi-affittasi di spazi produttivi e uffici a Campo Alla Croce, eppure a breve sono previste trasformazioni di suolo libero e/o agricolo in via Della Monaca.

Nonostante l’evidenza si concedono ancora trasformazioni, invece di recuperare sfruttando opportunità che già ci sono. Ovvio che l’edilizia è veicolo per altre economie, ma se il mattone non tira e il terreno scarseggia, bisogna pensare ad alternative di lavoro, tipo il riordino dei centri storici, delle case non censite con obbligo di ristrutturazione, sistemazioni geologiche del territorio, con attenzione agli alvei dei fiumi e torrenti, sistemazione delle strade di campagna, questa è la politica economica di sostegno alle imprese nel momento del bisogno, non certo quella di costruire ancora edifici che resteranno vuoti e che come fantasmi si staglieranno all’orizzonte".



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