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venerdì 20 settembre 2019

Attualità giovedì 01 agosto 2019 ore 13:42

"Integrazione e voglia di fare, siamo con loro"

L'associazione Agorà visita all'albergo-ristorante I 5 Leggi e racconta la storia simbolo di Alì, Armel, Faraba, Sandya e Stefano



CAMPIGLIA MARITTIMA — "Non esistono questioni di carattere nazionale e questioni di carattere locale. Esistono argomenti su cui discutere e confrontarsi. L’ordine del giorno presentato da Campiglia Comune all’ultimo Consiglio comunale, che ha avuto come oggetto il salvataggio di vite umane in mare, è stato liquidato dai consiglieri di minoranza come irrilevante e privo di interesse per la cittadinanza. A tal proposito, noi di Agorà vogliamo dire la nostra e lo facciamo portando all’attenzione l’interessante visita che una nostra delegazione ha fatto presso l’albergo-ristorante I 5 Lecci".

Dopo l'intervento della sindaca di Campiglia Alberta Ticciati a commento della polemica sorta a margine dell'ordine del giorno discusso in Consiglio comunale sul caso Sea Watch, è l'associazione Agorà a raccontare questa esperienza di integrazione.

"Ci sono Alì e Armel, di nazionalità ivoriana, che lavorano come aiuto cuoco. C’è Faraba, dal Gambia, che si occupa della gestione della sala del ristorante. C’è Sandya, di origini indiane, al bar. C’è Stefano, cuoco di origini dominicane. Tutti si sono autofinanziati con i proventi del precedente lavoro in un laboratorio di falegnameria, sito in Venturina. Grazie al contributo dell’associazione Homo Diogene e dell’amministrazione comunale sono finalmente riusciti a realizzare un sogno. Un sogno fatto di integrazione e di voglia di fare, un sogno che non è più un sogno, ma una possibilità. L’arredamento del ristorante proviene da materiali di riciclo che loro stessi hanno ristrutturato e portato splendidamente a nuovo. - hanno raccontato in una nota - Con l’aiuto di un cuoco e due addetti al bar, il ristorante è riuscito ad aprire ed ha iniziato con passione a lavorare per i pendolari che passano dalla stazione ferroviaria, autotrasportatori e lavoratori locali in generale. E’ un traguardo strepitoso, raggiunto tramite una costante collaborazione di tutte le parti in causa ed è perfettamente inserito nel quadro di riassetto generale della zona dello scalo ferroviario. Abbiamo visto le camere dell’albergo, la cucina ed i prodotti che da loro vengono usati. Le materie prime sono rigorosamente selezionate dello chef, al fine di creare piatti di ottima qualità".

"Noi siamo con loro", hanno detto dall'associazione rivelando che la prima paura di quanti lavorano lì è quella di non essere completamente accettati a causa del colore della loro pelle.

"Il nostro Comune è stato e continua ad essere un pilastro del territorio in merito all’accoglienza e alla solidarietà, senza falsi trasversalismi. - hanno aggiunto - Quando la passione e la volontà di fare qualcosa di buono si incontrano, non importa il colore della pelle o la nazionalità delle persone. Importa soltanto la mutua collaborazione ed il rispetto reciproco"

"Se in un Consiglio comunale si discutono problemi grandi, troppo grandi per alcuni e tabù per altri, ricordiamo che queste questioni, volenti o nolenti, prima o poi ci toccano e ci coinvolgono. Noi di Agorà - hanno concluso - vogliamo che sia così, perché solo affrontandoli e collaborando per risolverli si ottengono risultati positivi. Il futuro è questo: partecipazione, collaborazione ed unità. Non voltiamoci dalla parte opposta: c’è già chi, a livello nazionale, agisce così".



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