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Politica mercoledì 09 settembre 2015 ore 12:20

Costa toscana cambiaverso, irrompono i renziani

Carla Maestrini guida la carica dei renziani nella Val di Cornia e fonda l'associazione Costa Toscana cambiaverso in appoggio al Pd locale



PIOMBINO — Nel neo-gergo politico del Pd la parola corrente è messa al bando ma Costa toscana cambiaverso, la nuova associazione che raccoglie intorno alla figura di Carla Maestrini i militanti di fede renziana, pare averne tutte le caratteristiche.

La presentazione pubblica sarà venerdì sera al Calidario, parteciperà anche il vice segretario Antonio Mazzeo, ma le linee guida sono già chiare: "Siamo ad un punto di svolta per la legislatura e per il governo di Matteo Renzi - fanno sapere dall'associazione - molte le riforme inanellate dal Pd, il job act, la scuola, la pubblica amministrazione, gli 80 euro, adesso l’annuncio dell’abolizione delle tasse sulla prima casa. 

Molti i contrasti interni in parlamento, soprattutto sulle riforme istituzionali, sia con una parte dell’elettorato tradizionale del Pd, tutto questo in quadro di estrema difficoltà per il centro sinistra in Europa. 

Su questi temi i renziani a livello locale si stanno organizzando rinnovando e allargando la propria presenza". 

"Il congresso è finito da tempo, oggi sul merito dei problemi è necessario sostenere l’azione riformista del governo, l’unico baluardo verso pericolosi scivolamenti verso il populismo e l’estrema destra.

Il centro sinistra è vincente quando non rimane nel proprio bacino elettorale tradizionale e si sforza di parlare a tutta la società con proposte di governo innovative". 

C’è un filo rosso conduttore su cui intendono battere i renziani riformisti: "Uno stato più leggero, la riorganizzazione della spesa pubblica, il taglio delle tasse, investimenti sul sapere, l’istruzione, la formazione, il capitale umano. Solo riforme coraggiose ci consentiranno di fare i conti con le novità della globalizzazione provando a governarne gli effetti: una società più veloce, le nuove tecnologie, l’invecchiamento demografico, le nuove modalità di accesso alle informazioni, il rapporto tra il cittadino e lo stato, così come la necessità, in ogni caso, di impostare scelte compatibili con bilanci pubblici sani.

Le riforme del governo regionale nei vari settori pongono sfide inedite a cui è necessario dare risposte innovative. Elaborare proposte di governo su cui aggregare un maggior numero di territori possibili (sanità, turismo, gestione beni culturali, governo del territorio); affrontare il nodo generale della presenza pubblica nella aziende; ristrutturare le macchine comunali per porsi il problemi della riduzione della pressione fiscale locale; rivedere il sistema di offerta dei servizi favorendo un maggior ruolo del terzo settore.

Anche sui temi del governo del territorio sarà sempre più necessario a fronte di programmazioni chiare, trasparenti e rapide, favorire un rapporto virtuoso tra pubblico e privato per generare investimenti nei settori produttivi.

Il nostro sarà un contributo autonomo perché altrimenti non avrebbe senso un’iniziativa come la nostra, si fonderà solo sul merito delle questioni. Autonomia significa che ci doteremo di strumenti che ci consentano di avere autonomia organizzativa e finanziaria così previsto dallo statuto nazionale e regionale del Pd secondo i principi del pluralismo interno. In un partito aperto occorre dare sostanza al confronto che non può rinchiudersi in esclusive lotte tra persone o discussioni sulle candidature di turno, ma deve avere visioni diverse per il futuro del territorio".



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