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martedì 23 luglio 2019

Attualità mercoledì 30 settembre 2015 ore 18:48

"Dopo la gara via le aziende locali, Atm in testa"

Costa toscana cambia verso, l'associazione che si rifà a Matteo Renzi, interviene sulla vicenda Tiemme e le dimissioni di Torlai proponendo una svolta



PIOMBINO — "Il problema vero non è la polemica di questi giorni verso il sindaco Giuliani che si è trovato a gestire una situazione controversa. Il nodo di fondo attiene al profilo, innovatore o conservatore, con cui la politica territoriale vuole stare nella riforma regionale. La sfida che sta di fronte a noi è la seguente: cogliere la riforma regionale del trasporto pubblico per migliorare il servizio per gli utenti, difendere il lavoro, cancellare le società che non servono più, tagliare consigli di amministrazione inutili, rafforzare il ruolo pubblico dentro l’assemblea dei soci".

"La riforma regionale del trasporto pubblico è un fatto significativo, ovvero la realizzazione di una gara regionale per la gestione del servizio, per superare i tre ambiti esistenti e coinvolgere in modo positivo i soggetti privati che operano nel settore. Le aziende pubbliche, compresa Tiemme di cui facciamo parte, si sono presentate in modo serio, partecipando alla gara insieme alle altre aziende di trasporto di matrice pubblica, unitamente a soggetti privati che possono portare un contributo dinamico all’offerta presentata. Il nostro territorio deve stare in linea con lo spirito innovatore della riforma e superare definitivamente i retaggi conservatori sul mantenimento di società e consigli di amministrazione che in quest’ottica non hanno più senso se non a moltiplicare posti e ruoli che non si giustificano più".

"E’ un errore passare da Atm a Tiemme e ora alla società unica regionale tenendo in piedi anche le società originarie. Per questo noi “renziani“ pensiamo che il Pd si debba fare portatore di una proposta chiara ovvero che in caso di affermazione del raggruppamento di cui fa parte Tiemme (Val di Cornia, Grosseto, Siena e Arezzo) si lavori per consolidare un'unica grande azienda regionale del trasporto pubblico, superando gradualmente le società originarie e cancellando da subito consigli di amministrazione e presidenze. Dobbiamo cogliere quest’occasione per ridurre le società e non per moltiplicarle".

"Nell’ambito dell’ azienda regionale si può rafforzare il ruolo dell’assemblea dei soci dove i nostri comuni sono rappresentati e possono benissimo far valere le proprie istanze, che non necessariamente si devono concretizzare avendo posti nei Cda a carico dei cittadini. Insieme a questa proposta, ci pare del tutto sensato chiudere la vecchia Atm che davvero non ha più senso di rimanere in piedi, risolvendo con gradualità il comodato d’uso degli immobili di proprietà del comune di Piombino. 

C’è bisogno di scelte nette, perché il rischio è che la politica si connoti solo per le vicende legate alle nomine mentre il Pd del nostro territorio dovrebbe collocarsi alla testa di un processo innovativo, perché l’innovazione vera va fatta e non solo declamata".



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