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Attualità mercoledì 26 luglio 2017 ore 16:00

​47 aziende fanno causa ai colossi dei TIR

Delle imprese 9 sono elbane, 9 della Val di Cornia e 4 della Val di Cecina . Azione legale collettiva per recuperare centinaia di migliaia di euro



LIVORNO — "E’ la prima volta, ma non sarà l’ultima”: così Dario Talini responsabile sindacale di Cna commenta l’avvio concreto dell’azione legale collettiva cui hanno già aderito 47 aziende livornesi vittime del cosiddetto “Cartello dei TIR” cioè l’accordo sui prezzi di vendita fra le principali case costruttrici di mezzi pesanti, recentemente sanzionato dalla Commissione Europea con una multa di quasi 3 miliardi di euro. “CNA Fita – che a Livorno è la principale associazione di categoria del settore trasporto - è stata tra le prime in Europa, e sinora l’unica in Italia, a promuovere un’azione collettiva a favore degli autotrasportatori che hanno acquistato, preso in leasing o noleggiato a lungo termine camion nuovi o usati di medie (da 6 a 16 tonnellate) o grandi dimensioni (oltre 16 tonnellate) delle marche DAF, Daimler/Mercedes-Benz, Iveco, MAN, Volvo/Renault e Scania, immatricolati tra il 1997 al 2011. Sono tempi durissimi per le imprese dell’autotrasporto della nostra provincia ed i mezzi sono la loro vita; oltre ad aver subito una ingiustizia, il peso economico della stessa è estremamente rilevante: Cna farà loro da scudo e da ariete”.

I mezzi delle 47 aziende livornesi finora entrati in questa sorta di class action sono ben 162, ma sono ancora soltanto una parte di quelli che hanno diritto a richiedere indietro ai costruttori quanto pagato in eccesso: “Stimiamo – afferma il responsabile sindacale CNA Dario Talini - che siano almeno un centinaio le imprese livornesi coinvolte, perché non parliamo solo del settore puro dell’autotrasporto ma più in generale di qualsiasi impresa anche edile, di spedizioni, produzione o altro che abbia acquistato un mezzo; l’azione collettiva di Cna ha appunto come obbiettivo facilitare l’accesso alla giustizia delle piccole e medie aziende ed in particolare di quelle artigiane, che potrebbero non avere le competenze e/o le risorse per agire individualmente in un giudizio complesso per il risarcimento dei danni derivanti dalla violazione delle norme antitrust, e nella protezione da eventuali comportamenti ritorsivi da parte delle imprese responsabili dell’illecito anticoncorrenziale, che hanno ovviamente una forza economica molto maggiore rispetto ai singoli autotrasportatori. Dietro lo “scudo legale” di Cna possono venire tutte le imprese – spiega Talini - e gli associati di CNA Fita possono partecipare senza anticipare alcun costo; inoltre in caso di soccombenza, nessun costo sarà da loro sostenuto. L’entità del risarcimento spettante a ciascun acquirente di autocarri non può essere allo stato esattamente quantificata, ma si stima che il sovraprezzo medio causato dai cartelli si aggiri intorno al 20% del prezzo del camion acquistato nel periodo di vigenza dell’accordo illecito. Nella liquidazione del danno si dovrà tener conto anche di interessi e rivalutazione monetaria a partire dal momento dell’acquisto. Molti mezzi superano abbondantemente ciascuno i 100-130mila euro, quindi si fa presto a fare due conti del danno subito. I tempi saranno i più rapidi possibile: l’azione collettiva del nostro studio legale è già partita con le prime ditte, ma ne stiamo già approntando una seconda tranche”. Gli interessati possono contattare gli uffici Cna.



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