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sabato 23 giugno 2018

Attualità martedì 12 giugno 2018 ore 18:45

Accesso al mare: si può, anche dagli stabilimenti

La spiaggia di Marina di Campo, all'Elba

Recenti sentenze consentono di attraversare la spiaggia attrezzata e raggungere la battigia, che non può essere in concessione. Il caso Cala dei Frati



PORTOFERRAIO — Presentarsi in spiaggia armati di asciugamano, attraversare gli ombrelloni "apparecchiati", fare il bagno, prendere il sole sulla battigia e tornare indietro. Oggi è stato confermato che è possibile, in qualsiasi stabilimento balneare, di tutta Italia.

Tutto questo  in conseguenza delle ultime sentenze in materia,  pronunciate in Sardegna, in Campania e nel Lazio dai giudici, che nell’ultimo biennio hanno riscritto le regole di accesso al mare, liberandolo da molti vincoli del passato.

Ma che cosa è cambiato nella giurisprudenza? Fino a qualche anno fa,  il diritto d’accesso al mare era consentito solo se il Comune non aveva riservato alla collettività spiagge a uso libero oppure se non fosse possibile alcun ingresso alle aree per tutti. In seguito, grazie alla interpretazione dei Tribunali Amministrativi Regionali che hanno affrontato l'argomento,  si è affermata una visione più ampia. I TAR della Sardegna e della Campania, e il Consiglio di Stato relativamente ad un caso verificatosi ad Ostia, nel Lazio, hanno sancito il libero accesso anche attraverso strutture concessionate, e in un caso specifico, avvenuto a Castel Volturno (Caserta), la necessità di  obbligare i titolari di concessione a creare un accesso pedonale per chi deve raggiungere la  spiaggia libera a ogni ora del giorno o della notte.

Ovviamente, senza estremizzare certe situazioni nè dalla parte dei bagnanti nè da quella dei gestori di stabilimenti balneari, sarà ancora il buon senso a dettare le regole. Nè tantomeno da questa nuova giurisprudenza cambierà qualcosa nei casi più eclatanti di accesso al mare negato, non certo da parte di concessioni fatte di ombrelloni e sdraio, bensì per colpa di proprietà private legittimamente recintate o di confini difficilmente modificabili. 

E' il caso, uno dei più eclatanti, della spiaggia di Cala dei Frati all'Isola d'Elba, spesso adottata dagli ambientalisti come simbolo della protesta contro il mancato accesso alle spiagge libere. Un caso purtroppo destinato a rimanere senza soluzione, in assenza di interventi strutturali esterni alla proprietà.



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