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Attualità lunedì 01 agosto 2016 ore 10:57

Arrivata la sentenza, Toremar resta a Moby

Il Consiglio di Stato ha rigettato la pretesa avanzata da Toscana di Navigazione che aveva impugnato la mancata aggiudicazione, mancavano i requisiti



PORTOFERRAIO — Niente da fare per Toscana di Navigazione: il Consiglio di Stato che messo una pietra tombale sulle pretese della società campana per quanto riguarda Toremar.

Il supremo giudice amministrativo ha infatti respinto il ricorso presentato da TdN contro la mancata aggiudicazione e ha decretato, nella seduta dello scorso 7 giugno, infondate le obiezioni assegnando una volta per tutte la ex compagnia pubblica a Moby e al suo patron Vincenzo Onorato.

Si conclude così una battaglia legale durata cinque anni e che ha visto numerosi appelli e contro-appelli con rovesciamenti continui dei destini giuridici delle compagnie. Una contesa cominciata nel 2011, quando la Regione ha indetto una procedura selettiva per la privatizzazione per Toremar s.p.a. e per l’affidamento dei servizi pubblici di cabotaggio marittimo regionale.

Alla gara venivano ammesse le offerte della Moby s.p.a. e della Toscana di Navigazione s.r.l.. Quest’ultima aveva presentato l’offerta più vantaggiosa, ma è stata esclusa dalla gara a seguito del riscontro di una discordanza tra l’offerta economica e quella tecnica.

Il provvedimento espulsivo fu impugnato davanti al TAR Toscana e il giudizio si concluse con una prima sentenza del Consiglio di Stato con la quale l’amministrazione regionale fu condannata a disporre l’aggiudicazione della procedura in favore della Toscana di Navigazione s.r.l., previo il necessario controllo dei requisiti soggettivi.

Controllo che la Regione avviò ma al termine del quale giudicò non sussistenti i requisiti sia tecnico professionali che economici e cassò ancora le pretese di TdN. Quel provvedimento fu ancora una volta impugnato e ora è arrivato a sentenza.

Una sentenza che accoglie i rilievi della Regione e decreta la mancanza dei requisiti di TdN per poter svolgere il servizio di collegamento marittimo nella tratta Elba - Piombino. 

Il Consiglio di Stato si esprime in primo luogo sulla capacità economica non ammettendo in sostanza l'impostazione presentata da TdN che, nel conto totale del fatturato, si era avvalsa di società collegate allo stesso gruppo quali, tra l’altro, la Alilauro s.p.a. e i fatturati della Alicot s.p.a., della TMS s.r.l., della Vola Via Mare s.c. a r.l. e della Alilauro Gru.So.N. s.p.a., essendo queste società tutte controllate e partecipate in maniera maggioritaria dalla prima.

Un'impostazione che il giudice amministrativo ha rigettato non rilevando la possibilità di un rapporto diretto ed immediato tra l'impresa principale e l'impresa ausiliaria in relazione all'intera prestazione da eseguire con la precisazione che la disciplina di comunitaria non consente di presumere che il prestatore disponga dei mezzi di terzi basandosi sulla sola circostanza che esso fa parte di uno stesso gruppo di imprese.

In sostanza: l’ausiliaria Alilauro s.p.a. non poteva cumulare, al fine di raggiungere il volume d’affari richiesto della gara, il fatturato delle società Alicot s.p.a., TMS s.r.l., Vola Via Mare s.c. a r.l. e Alilauro Gru.So.N. s.p.a., per il solo fatto che queste appartenessero al medesimo gruppo d’imprese.

La società di Del Giudice è stata condannata a pagare le spese processuali in favore di Regione e Moby, liquidandole con 2500 euro per ciascuna parte, oltre agli accessori di legge.



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