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domenica 15 settembre 2019

Attualità mercoledì 24 luglio 2019 ore 08:20

Distretti biologici, la vocazione bio si fa strada

Foto di repertorio

​Agricoltura, via libera alla legge sui distretti biologici. Anselmi (Pd): “Fare rete per valorizzare le produzioni di qualità”



FIRENZE — Approvata a maggioranza dall’aula del Consiglio regionale la proposta di legge sui distretti biologici

“La realtà del biologico è importante in Toscana, è in crescita e caratterizzata da un buon dinamismo generazionale e da una buona presenza di imprenditoria femminile. - ha spiegato Gianni Anselmi, presidente della commissione Sviluppo rurale durante l’illustrazione del provvedimento in aula - Nella nostra regione esistono già esperienze di rete tra imprese che generano vere e proprie filiere del biologico: con questa legge vogliamo sostenerle e più in generale favorire la sinergia tra attività per rafforzare e valorizzare l’intero comparto dell’agricoltura biologica. Possiamo considerare questo provvedimento come la naturale declinazione della norma sui distretti rurali, con l’obiettivo di consentire ai territori impegnati sulla strada del biologico di svilupparsi e crescere in ottica distrettuale”.

La legge definisce così un distretto biologico: sistema produttivo locale, anche di carattere interprovinciale, a spiccata vocazione agricola biologica che rispetta i criteri di sostenibilità ambientale, conservazione del suolo agricolo e tutela dell’agrobiodiversità. Tra i requisiti indispensabili per il riconoscimento, oltre ad una superficie minima condotta con metodo biologico pari almeno al trenta per cento rispetto alla superficie utilizzata nel distretto, devono esserci un numero minimo di produttori, si parla di almeno tre imprenditori agricoli biologici, un numero minimo di Comuni, pari ad almeno un terzo dei Comuni del distretto, deve essere creata l’assemblea di distretto e tutto deve essere volto a favorire l’incremento del biologico e a disincentivare l’utilizzo di prodotti fitosanitari.

Nel modello di distretto si prevede un accordo tra agricoltori, cittadini, operatori turistici, associazioni e pubbliche amministrazioni per la gestione sostenibile delle risorse locali, partendo dal modello biologico di produzione e consumo. Con questa proposta di legge si istituisce poi il tavolo tecnico regionale dei distretti biologici che sarà convocato almeno due volte l’anno per il coordinamento e il monitoraggio delle loro attività.



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