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giovedì 05 dicembre 2019

Attualità martedì 12 novembre 2019 ore 09:17

"Ora accelerare il recupero delle ecoballe"

In occasione della firma dell'accordo Arcipelago Pulito, l'assessora all'Ambiente Carla Bezzini ha voluto ricordare l'annoso problema



PIOMBINO — Il Comune di Piombino ha sottoscritto il protocollo d’intesa Arcipelago Pulito insieme alla Regione Toscana, il Ministero dell’Ambiente, l’Autorità di sistema del mar Tirreno settentrionale, Legambiente, Unicoop Firenze, Unicoop Tirreno e i Comuni di Livorno, Viareggio, Porto Santo Stefano e Porto Ercole sull'Argentario, Castiglione della Pescaia e Piombino. L'accordo prevede il coinvolgimento dei pescatori che diventano dei veri e propri spazzini del mare, potendo portare a terra e smaltire i rifiuti pescati in mare senza doversi farsi carico dello smaltimento (leggi qui l'articolo correlato).

“È un protocollo importante per tutto il territorio, – ha commentato il vicesindaco Giuliano Parodi che ha firmato il documento in rappresentanza del Comune di Piombino – in particolare per Piombino che ancora combatte con il problema delle ecoballe finite in mare nel 2015: credo che questo protocollo possa essere, oltre che un sistema utile per proteggere l’ambiente, anche un ulteriore fattore per il recupero di questi rifiuti compattati. La collaborazione, sono sicuro, è la chiave per risolvere questa grave crisi ambientale”. 

E proprio in merito alle ecoballe è intervenuta l'assessora all'Ambiente Carla Bezzini: “È essenziale trovare il modo di accelerare il recupero di questi rifiuti e, certamente, questo protocollo potrà essere utile all’obiettivo: i lavori procedono grazie all’impegno del commissario straordinario Caligiore, della Guardia costiera e alla collaborazione del Comune ma più passa il tempo e più il deterioramento a cui sono soggetti rischia di spargere questi rifiuti in mare. Praticamente una bomba a orologeria: se le reggette che le tengono unite cedessero il danno ambientale sarebbe incalcolabile, già il telo che ricopriva tutte quelle recuperate era danneggiato o mancante. La questione diventa sempre più urgente e per questo la presenza di un commissario straordinario del Governo è essenziale". 

Al momento, come ha spiegato l'assessora, "possiamo solo aspettare la conclusione della fase di individuazione e accertamento dello stato delle balle da parte dei tecnici della Capitaneria di Porto, però il luogo indicato dal peschereccio che ha raccolto l’ultima ecoballa, al largo dell’Elba, potrebbe allargare la zona di ricerca e, di conseguenza, allungare i tempi per il recupero". 

"Rimane la frustrazione - ha concluso Bezzini - che in oltre quattro anni non si sia provveduto al recupero delle oltre sessanta tonnellate di plastica finita in mare e la rabbia che il conto finale se lo debba accollare la collettività in termini di inquinamento e costi per il recupero, dal momento che dalla infinita inchiesta giudiziaria sarà difficile individuare le reali responsabilità dopo così tanti anni”.



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