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martedì 21 novembre 2017

Politica sabato 01 luglio 2017 ore 12:02

Con l'addendum rispunta il fattore variante Aferpi

La variante Aferpi

I nuovi accordi per Aferpi stabiliti con la firma dell'addendum dilatano i tempi. Le liste civiche critiche su forno elettrico e variante

PIOMBINO — "Le istituzioni si sono contraddistinte per inerzia, mancanza di visione strategica, e completa subordinazione ad un soggetto privato inaffidabile. Qui è la radice della situazione drammatica che migliaia di cittadini di Piombino e della Val di Cornia vivono". Questa è l'analisi delle liste civiche Un'altra Piombino, Assemblea Sanvincenzina, Comune dei Cittadini e Assemblea Popolare Suvereto alla luce dell'addendum firmato al ministero dello sviluppo economico per Aferpi (leggi gli articoli correlati).

"L'accordo firmato ieri al Mise non fa che prolungare per altri due anni la gestione straordinaria, senza che sia stato definito alcun impegno concreto in termini di progetti, risorse e tempi. Si sono assicurati altri mesi di ammortizzatori in attesa di interventi risolutivi di difficile realizzazione. Di forno elettrico nemmeno si parla mentre gli altri due asset produttivi rimangono avvolti nella nebbia più fitta. La sintesi e il perfetto coronamento di questo atteggiamento devastante per il tessuto economico e sociale dell'intera Val di Cornia ha un nome: Variante Aferpi".

Proprio sul fattore variante urbanistica si erano concentrati al Mise il 28 giugno e per la quale la Regione aveva parlato di approvazione entro ottobre per velocizzare smantellamenti e bonifiche (leggi l'articolo correlato)

"La scelta urbanistica che consegna la pianificazione territoriale in mano al privato, lo rende padrone indiscusso dell'asse strategico della città, individua un tracciato irrealizzabile e dannoso per la 398, regala l'area del quagliodromo all'industria accettando che le aree da bonificare restino discariche a cielo aperto. - hanno sottolineato le liste riaccendendo i riflettori sulla questione - Quasi un anno fa, quando venne adottato questo capolavoro della politica urbanistica, si disse che la variante Aferpi serviva a non dare alibi a Cevital. Una tattica maldestra ed eticamente inaccettabile oltreché inefficace. Siamo giunti alla scadenza della solidarietà senza che il privato abbia fatto mezzo passo in avanti sugli accordi di programma sottoscritti anzi. Non solo i forni elettrici sono spariti dal dibattito, ma si è riusciti nel non facile intento di chiudere persino il treno rotaie". 

"Se la pianificazione del territorio deve rispondere all'interesse pubblico, l'atto da approvare è l'immediato ritiro della Variante adottata e la sostituzione con un atto semplice e chiaro in cui si individuino gli indirizzi di sviluppo che il livello pubblico intende promuovere nell'area e si gettino le basi per realizzarli. Piombino e la Val di Cornia non possono essere terre di nessuno in balia degli eventi la cui unica ambizione sta nel racimolare aiuti dallo Stato. - hanno concluso - Occorre dignità, visione strategica, garanzia dell'interesse pubblico e un piano di risanamento ambientale credibile, altro che Variante Aferpi".

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