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sabato 18 agosto 2018

Attualità domenica 10 giugno 2018 ore 07:00

Bar Nanni e la Piombino con gusto

La copertina del libro

In occasione dell'uscita di "Piombino con gusto", Gordiano Lupi su #tuttoPIOMBINO dà un assaggio del libro offrendoci l'omaggio al bar Nanni



PIOMBINO — Giovanni Lazzarotti ha scritto un accorato ricordo di uno dei locali più suggestivi della vecchia Piombino in un libro intitolato Bar Nanni, edito da Cantagalli (Siena, 2012). Vale la pena riassumere la storia della famiglia Sansoni, originaria di Portoferraio, che ha gestito il Bar Nanni dal 1912 al 1978, a Piombino, in corso Vittorio Emanuele II, numeri civici 49 e 51. 

Situato in un palazzo del 1440, a due passi dal Municipio, in pieno centro storico, da sempre meta di avventori popolari, ma adesso trasformato in locale elegante. Ai tempi di Elisa Baciocchi nei locali c’era un ufficio postale, ma già ai primi del Novecento ci fecero un Café Chantant. Il primo caffè piombinese, fatto in cucina e travasato nella macchina cilindrica che troneggiava sul bancone di marmo, veniva tostato e bollito in grossi pentoloni. A volte conteneva rum, sassolino Stampa (anice) e una scorza di limone, in quel caso veniva chiamato ponce. Fare la storia del caffè non è compito nostro, ma il modificarsi dei gusti e del modo di frequentare un bar segna il cambiamento dei tempi.

Le prime macchine da caffè portarono la nascita del cappuccino e dell’espresso, regolati dalla mano del barista, maestro nel dosare la quantità di vapore. I bar piombinesi del Novecento cominciarono a servire vini dell’Elba, secchi e liquorosi (moscato, aleatico), ma anche vermouth, marsala, spuma (di grande successo popolare), birra, sciroppi e il famoso scendigaffe (birra e gassosa), introdotto dagli inglesi che lavoravano in Magona. In realtà la bibita si dovrebbe chiamare scheniff ghaffes, ma le due parole sono state piombinesizzate dall’uso popolare che si è mantenuto sino agli anni Ottanta del secolo scorso. Vallo un po’ a dire agli adolescenti di oggi che bevono solo Esta-The e Coca Cola. Il Bar Sansoni serviva anche acqua dell’Elba, proveniente da Poggio di Marciana, imbottigliata come Acqua di Napoleone

Una bevanda storica della ditta Sansoni è il Nanni: “Siamo vecchi e si preferisce sempre il Nanni”, recita la foto che ritrae due vecchietti mentre bevono “il migliore degli aperitivi”. Il 31 Novembre 1929 il Nanni ottenne il primo premio nel concorso bandito dalla ditta Ramazzotti di Milano. La gigantografia - opera del fotografo Giovannardi - che raffigura la coppia dei vecchietti mentre bevono il Nanni campeggia ancora sulla facciata del locale ed è considerata d’interesse storico. Raffigurati i coniugi Della Monica e il vecchio si riconosce di origine napoletana per l’uso di un orecchino. Altre bevande tipiche piombinesi servite dai Sansoni erano il ciuchino (vino bianco e bitter Campari con scorza di limone) e la persianina (anice e menta in un calice a forma di persiana). 

Il Bar Nanni è stato per anni ritrovo di sportivi appassionati di vela, ma tra i clienti c’erano anche molti pescatori e marinai, oltre ai soliti appassionati di calcio, pugili, appassionati di lirica e teatro. La ditta Sansoni diventò famosa anche per il gelato artigianale, dal 1930, quando prese in gestione la Lega Navale e cominciò a produrre un mantecato confezionato con prodotti Pernigotti, provenienti da Novi Ligure. Il Bar ebbe in dotazione la radio a partire dal 1936 e - verso la fine degli anni Cinquanta - anche la televisione, diventando un ritrovo abituale per chi voleva seguire Lascia o raddoppia? e Il musichiere.

Il Bar Nanni veniva definito l’Università di Trastevere, chiuso e protetto dalle mura cittadine, era il locale tipico del centro storico, il polmone vitale della città. Clienti che hanno fatto epoca: Pacchere, che girava in bicicletta, raccoglieva asparagi, chiocciole e ranocchi da vendere al mercato coperto; il Monco (Socrate Scotti), che aveva perso le braccia grazie alla pesca di frodo e aveva imparato a usare i moncherini come fossero mani. Il Bar Nanni è stato gestito dai Sansoni - Lazzarotti fino al 1978, poi è diventato l’elegante Ristorante Da Lui di Roventini, quindi (1994) locanda Il Drago d’Appiano, con cucina tipica medievale, gestito da Bagnasco e Turrini. Sono stati molti i frequentatori famosi del ristorante, soprattutto attori che andavano a mangiare da Bagnasco (appassionato di teatro e commediografo) dopo le rappresentazioni. Ricordiamo i Pooh, Anna Proclemer, Paolo Rossi, Manuela Arcuri, Aldo Montano, Morgan, Paolo Hendel, Alberto Sordi e la troupe di Paolo Virzì durante le riprese di Io Napoleone. Dal 16 luglio 2011 il Bar Nanni è tornato al vecchio nome e all’antica funzione, ma con nuovi proprietari che l’hanno ribattezzato Caffè Nanni, conservando la foto storica che immortala i vecchietti mentre bevono il migliore tra gli aperitivi.

Da Piombino con gusto di Gordiano Lupi e Patrice Avella, Il Foglio Letterario, Giugno 2018.

Gordiano Lupi
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