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mercoledì 18 settembre 2019

Politica mercoledì 19 dicembre 2018 ore 15:55

"I consiglieri Pd hanno disertato il consiglio"

La mossa dei consiglieri Pd è stata percepita come uno sgambetto e un sopruso politico. I commenti delle minoranze non fanno sconti



PIOMBINO — "I consigliere Pd hanno disertato la sala consiliare, facendo venire meno il numero legale ed impedendo cioè la discussione di tutte le mozioni e interrogazioni inserite nell'ordine del giorno, alcune delle quali si trascinano da mesi". Così il neoconsigliere di Spirito Libero Daniele Massarri ha commentato l'epilogo del consiglio comunale di martedì 17 dicembre. 

Nella riapertura pomeridiana dei lavori del consiglio, dopo la relazione del Consiglio dei Bambini, il Pd ha abbandonato l'aula facendo venir meno il numero legale per proseguire i lavori.

"E' un fatto che ci lascia davvero costernati e che va assolutamente stigmatizzato. - ha commentato Massarri seduto per la prima volta tra i banchi delle minoranze dopo la rottura della coalizione di maggioranza - La tutela delle minoranze rappresenta un tema tipico della politica, segnatamente delle democrazie rappresentative, costituendo l'altra faccia del principio maggioritario, che, a sua volta, si pone alla base del funzionamento della macchina comunale. Per questo siamo costernati, perché registriamo una deplorevole carenza".

Non sono mancati aspri commenti da parte di tutte le forze di minoranza che hanno percepito questa mossa come un vero e proprio sgambetto istituzionale con tanto di foto e commenti sui social a partire dai consiglieri Marco Mosci (Sinistra per Piombino) e Fabrizio Callaioli (Rifondazione Comunista).

"Ci sono mozioni e odg in attesa di essere discussi da mesi, e che saranno nuovamente rimandati. Evidentemente le problematiche e le forti divisioni interne al partito sono più importanti della discussione consiliare", ha scritto il Movimento 5 Stelle su Facebook riferendosi probabilmente alla notizia delle dimissioni del vice segretario dell'Unione comunale Pd Alberto Anselmi.

"Ritengo che sia il sintomo di una situazione fuori controllo, perdono pezzi ovunque, dentro e fuori", ha aggiunto il consigliere di Ascolta Piombino Riccardo Gelichi

A chiudere la polemica una nota congiunta dei consiglieri di Ferrari sindaco, Ascolta Piombino, Un'altra Piombino e Rifondazione comunista.

"L’impoverimento numerico nelle file della maggioranza, con l’uscita dei componenti delle liste civiche d’appoggio ha provocato una situazione dove se manca qualche consigliere del Pd, almeno tre, la maggioranza si ribalta e c’è il rischio che le mozioni delle minoranze passino; in questo caso che si fa? Si saranno chiesti quelli del Pd. Si esce e chi se ne frega, avranno pensato e ci hanno lasciato allibiti; non c’era alcun motivo di lasciare l’aula. - hanno spiegato le minoranze - E’ evidente la difficoltà in cui versa quest’amministrazione e questa politica, dentro il partito e fuori dal partito, infatti il problema non siamo noi minoranze come dovrebbe essere, ma paradossalmente il dilemma sono le loro contraddizioni interne. Ci siamo rimasti male, non tanto perché non si è capito che chi ha la maggioranza ha il dovere di garantirla in Consiglio, non perché la democrazia ha un valore etico e si dovrebbe rispettare anche la voce delle minoranze; sia mai arrivasse qualche buon suggerimento, anche se bisognerebbe essere in grado di apprezzarlo. Questo ce lo aspettavamo, mentre ci dispiace molto il non averci scambiato gli auguri, questo ci ha colpito, dietro deve esserci un disagio pesante e un rancore immotivato, chissà perché".



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Scissione PD, le risate di Di Pietro: "Non sapevo nulla"

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