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lunedì 23 aprile 2018

Attualità martedì 17 aprile 2018 ore 11:58

Rimateria, dal Consiglio le questioni irrisolte

Lavoro, ambiente e salute i tre asset attorno i quali si sono mossi gli interventi del consiglio straordinario sulla questione Rimateria



PIOMBINO — Il consiglio straordinario dedicato alla questione Rimateria ha raccolto una cinquantina di persone che questa mattina dalle ore 9 hanno preso parte ai lavori. 

A fare gli onori di casa il sindaco Massimo Giuliani con il suo rendez vous sul problema rifiuti, la questione ambiente, la tutela del lavoro e la salvaguardia della salute dei cittadini. Tutti elementi che, dopo il sequestro degli impianti di Ischia di Crociano, dovrebbero inanellarsi per innescare un processo virtuoso che non danneggi nessuno, né territorio, né azienda, né lavoratori, né cittadini specie quelli residenti nella zona di Colmata e dintorni.

Il consiglio di oggi è stato l'ennesimo incontro, che fa seguito ai 31 appuntamenti che hanno visto dal 2015 la società Rimateria illustrare gli aspetti di una trasformazione della discarica. "Oggi siamo di nuovo ad affrontare un problema. - ha detto Giuliani - E se vogliamo continuare a produrre acciaio dobbiamo prendere in considerazione come trattarlo. Da questo problema ne possiamo uscire solo lavorando".

Mentre nella discarica Rimateria sono stati dissequestrati gli uffici amministrativi si continua a sperare in un dissequestro totale. Lo conferma anche il presidente di Rimateria Valerio Caramassi che ha chiesto ai sindaci della Val di Cornia, che avevano firmato una lettera indirizzata al prefetto per chiedere il dissequestro, a insistere in tal senso. 

"La situazione al di là delle analisi che si possono fare è l'urgenza di una situazione che deve essere sbloccata. - ha commentato Caramassi - Questa città deve decidere cosa vuole. Vuole tornare a produrre acciaio? Allora bisogna prendere in considerazione come governare un problema come 2 milioni di tonnellate di rifiuti da importare (rottame) e i conseguenti rifiuti da gestire. Quando queste problematiche si ripresenteranno c'è bisogno che Rimateria sia pronta. Se non si lavora non si risana".

E proprio sul tema lavoro si è concentrato la Rsu di Rimateria che ha letto un documento congiunto a testimonianza del percorso fatto dai lavoratori in questi giorni di ferie forzata. Giorni animati da banchetti informativi e presidi di sensibilizzazione per avvicinare la cittadinanza tutta alla questione discarica (leggi qui sotto gli articoli correlati).

"Speriamo di superare le riserve sollevate da alcuni" ha aggiunto la rappresentanza sindacale dei lavoratori ribadendo che ci sono in ballo 49 famiglie, ma anche tutto il territorio. L'appello alla politica affinché agisca concretamente.

E se da un lato c'è l'urgenza di tornare a lavorare, pesano equamente la questione ambientale e la salute dei cittadini. Lo ha sottolineato Adriano Bruschi di Legambiente che ha ribadito come le due esigenze non siano affatto in contraddizione. "I disagi dei cittadini di Colmata vanno presi in considerazione. - ha detto - Non derivano solo da Rimateria perché quell'intera zona è una immensa discarica che va risanata". Chiaro il riferimento all'urgenza delle bonifiche del Sin

Voce è stata data anche ai rappresentati dei cittadini residenti nella zona della discarica. Alcuni di loro, circa 300, hanno firmato una lettera di denuncia e preoccupazione per la loro salute (leggi gli articoli correlati). I residenti della zona di Colmata convivono con i cattivi odori h24, i loro immobili hanno perso di valore con la previsione dell'innalzamento della discarica da 9 a 32 metri e l'ipotesi di una nuova alimentata da rifiuti provenienti da tutta Italia oltre a quelli del territorio. "Chiediamo a sindaco e amministrazione i carotaggi. - hanno chiesto - In caso di dissequestro chiediamo adeguato sistema di captazione, tutti lavori non ancora fatti". 

Tra i residenti di Colmata c'è anche chi non ha firmato il documento. "Abito in Colmata ma non ho firmato la lettera. - ha detto un cittadino - Si sta parlando del cattivo odore, per 18 anni nessuno ha parlato del cattivo odore e oggi si sta parlando solo di questo. È solo un motivo politico". 

Se la discarica non fosse stata sequestrata i lavori previsti per gli impianti di Ischia di Crociano sarebbero stati ultimati entro l'estate. Questo è stato spesso detto dell'azienda e dagli stessi lavoratori. Con i sigilli ai cancelli è impossibile andare avanti, ma come spiegano i tecnici è impossibile andare avanti anche senza i conferimenti che oltre ai rifiuti portano introiti alle casse aziendali; sarebbe dunque inutile ipotizzare la riapertura parziale della discarica.

La parola è passata alla politica con gli interventi delle forze politiche del consiglio comunale nel tentativo di apportare un contributo concreto a una situazione che così non può restare.

Dina Maria Laurenzi
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