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sabato 14 dicembre 2019

Attualità giovedì 21 giugno 2018 ore 14:28

Colmata, il punto di Legambiente sul progetto Creo

Per Legambiente ci sono aspetti da chiarire, ma soprattutto va presa in considerazione la collocazione vicina a strutture turistiche e commerciali



PIOMBINO — Dall'assemblea dedicata all'Apea a Colmata e al progetto Creo, Legambiente Val di Cornia sottolineato il bisogno di "veder governato il processo di reindustrializzazione che si preannuncia per la Val di Cornia e, in particolare, per Piombino. Possibilmente, entro uno scenario complessivo chiaro e coerente con gli atti di programmazione e pianificazione già vigenti sul territorio". 

"L’esperienza dell’Apea e dell’ex petrolchimico di Ferrara c’insegna infatti come la volontà di percorrere strade consortili, per aver successo, debba avere origini endogene al management del territorio. In altri termini, Soggetto Gestore unico diventa chi, sul campo, dimostra di poter meritare e sopportare oneri e onori del coordinatore della rete. - si legge nella nota di Legambiente - Se ci rendiamo conto che siamo ad un nuovo inizio per la storia della comunità piombinese, capiamo pure che è necessario andare oltre i destini dell’area Apea ed aprire una discussione partecipata, coi cittadini e con tutti gli attori economici e sociali, sul futuro del circondario, nella sua interezza. Una discussione, auspicabilmente, a regia pubblica".

Per quanto riguarda l'interesse di Creo a insediarsi nell'area di Colmata, "la società deve dimostrarci di essere in grado di trovare sul mercato rifiuti organici con solo il 4 per cento di frazione estranea, esibendo accordi con aziende del settore che garantiscano espressamente questo grado di purezza. Non solo. Creo, al di là della vulgata comunicativa dell’impatto zero, deve garantire la solidità e la costanza dei flussi in input dell’ordine delle dichiarate 60mila tonnellate annue, quando il Prb della Regione Toscana stima il flusso complessivo della frazione organica in 600mila t/a. Senza questa documentazione integrativa, è difficile avallare la bontà di un progetto che peraltro va a collocarsi in un luogo assai delicato per la città" (leggi qui sotto l'articolo correlato).

Proprio per questo Legambiente si dice disponibile a fornire un contributo originale alla discussione pubblica che si potrebbe aprire già nelle prossime settimane (leggi qui sotto l'articolo correlato).



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