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lunedì 22 ottobre 2018

Attualità mercoledì 10 ottobre 2018 ore 19:50

Discarica e bonifiche, Legambiente media e provoca

Quei 50 milioni per le bonifiche ci saranno sicuramente? L'attuale Ministero dell'Ambiente a guida 5 Stelle cosa dice? Legambiente dà una scossa



PIOMBINO — Sulla questione legata alla discarica Rimateria e alla richiesta di referendum proposta dal Comitato Salute Pubblica di Piombino, arriva il contributo di Legambiente.

Bene le aperture al dialogo, anche se alle dichiarazioni diffuse a mezzo stampa devono seguire delle azioni concrete. Di questo è convinta l'associazione ambientalista.

"Legambiente, da anni ha più volte sollecitato l’avvio delle bonifiche, partendo dalla rimozione dei cumuli che è stata individuata dai vari enti, come pre-condizione per procedere alla messa in sicurezza dell'area industriale, quindi chiedevamo un finanziamento specifico da parte del Ministero dell’Ambiente. - ha ricordato in una nota - L’allora sottosegretaria Silvia Velo diceva che per finanziare la rimozione dei cumuli si potrà attingere da quei 50 milioni stanziati dal Governo per le bonifiche di aree pubbliche, solo che dovremo aspettare la revisione dello studio di fattibilità di Invitalia, il completamento del layout produttivo, in cui si verificherà quante spese saranno coperte da interventi del privato, allora le risorse residue disponibili, potranno essere riprogrammate per la rimozione dei cumuli, con una decisione che potrà essere valutata nell’ambito del Comitato di Indirizzo dell’Accordo di Programma. Cioè campa cavallo…".

Non sembrerebbe quindi così immediato l'accesso ai 50 milioni utili all'opera di bonifica come suggerito in un più ampio discorso da Spirito Libero.

"Attualmente l’incarico di commissario delle bonifiche al presidente della Regione Toscana è decaduto da Giugno, la funzionaria sub commissario, che poteva seguire localmente l’andamento delle bonifiche, fa un altro lavoro e non è più su questo territorio, non c’è più un assessore all’ambiente nel Comune di Piombino. - ha aggiunto l'associazione ambientalista - Al di là delle funzioni esercitate realmente, tutto questo è il sintomo di uno sbraco totale, dell’abbandono di una direzione locale e della completa delega ad Invitalia che fra studi e contro studi manda tutto alle calende greche".

E allora quale sarebbe la strada da prendere secondo Legambiente?

"Il Ministero dell’Ambiente ha in mano le funzioni decisive, se volesse potrebbe intanto urgentemente destinare qualche milione per cominciare a togliere i cumuli dalla zona dei 36 ettari sequestrati dalla Guardia di Finanza, in attesa, speriamo breve, che siano disponibili i finanziamenti per gli altri cumuli presenti nelle altre aree demaniali. Questo Ministero è presieduto dai Cinque Stelle e quindi dimostrino che veramente sono capaci di imprimere una svolta, oltre che partecipare alle proteste. - e ancora - Gli enti locali si dotino di personale e possibili funzioni di direzione e indirizzo verso Invitalia e sblocchino le bonifiche di Città Futura e Poggio ai venti. È uno scandalo che dopo tanti anni che ci sono i soldi stanziati non si riesca ancora a capire da dove iniziare. I comitati, a cui abbiamo chiesto e torniamo a chiedere di incontrarci, approfondiscano il tema delle bonifiche e della reindustrializzazione delle aree, fondamentale per creare occupazione".



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