comscore
QUI quotidiano online. Registrazione Tribunale di Firenze n. 5935 del 27.09.2013
PIOMBINO
Oggi 20°24° 
Domani 21°23° 
Un anno fa? Clicca qui
Qui News valdicornia, Cronaca, Sport, Notizie Locali valdicornia
martedì 22 settembre 2020
Giani
863.611
 
48.62%
Ceccardi
718.605
 
40.46%
Galletti
113.692
 
6.40%
Vigni
7.664
 
0.43%
Fattori
39.667
 
2.23%
Barzanti
16.061
 
0.90%
Catello
16.992
 
0.96%
corriere tv
De Luca: «Risultato orgoglio di Napoli e della Campania»

Cronaca giovedì 31 marzo 2016 ore 17:55

Vittime dell'infermiera, Codacons annuncia esposto

Foto di repertorio

Per Codacons e Cittadinanzattiva due anni sono stati troppi per individuare l'anello debole del reparto in cui sono state uccise 13 persone



PIOMBINO — La magistratura chiarirà i dettagli di questa vicenda e spiegherà come sia stato possibile che per due anni l’infermiera abbia potuto agire senza che nessuno si sia accorto di nulla. Da gennaio 2014 a settembre 2015, si contano 13 morti sospette nel reparto di Rianimazione e Anestesia dell’ospedale di Piombino. Decessi che hanno fatto crescere la percentuale di mortalità dell’Unità e insospettire il sistema.

Come ha evidenziato l'assessore regionale alla Sanità Stefania Saccardi sono due le segnalazioni che hanno avviato il procedimento, una dall’Usl di Livorno e una dal Dipartimento della Gestione del rischio dopo il riscontro di anomalie nei decessi all’Utic.

Una volta allertata la Procura a giugno 2015 sono iniziate le indagini che hanno portato a individuare l’infermiera come autrice degli omicidi. Dal controllo delle turnazioni del personale è emerso che era ricorrente a margine di ogni decesso la presenza di Fausta Bonino. Per di più, dopo il suo trasferimento nel poliambulatorio ad ottobre 2015 i decessi anomali sono cessati e la percentuale di mortalità ridotta dal 20 al 12 per cento.

A domandarsi come tutto questo sia stato possibile è il Codacons che annuncia un esposto in Procura. La stessa domanda se la pone il coordinamento nazionale del Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva. Preoccupa, infatti, che il disagio psichico di questa persona sia potuto sfuggire alla struttura sanitaria per cui lavorava.

La donna è accusata di omicidio continuato aggravato dalla crudeltà, dalle circostanze delle vittime e dalla violazione dei poteri. L'infermiera era entrata da alcuni anni in depressione e non viene esclude l'uso di alcol e di psicofarmaci.



Tag
 
Programmazione Cinema Farmacie di turno

Ultimi articoli Vedi tutti

Attualità

Attualità

Politica

Politica