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martedì 18 settembre 2018

Lavoro giovedì 13 settembre 2018 ore 09:25

Jindal e la gestione oculata, operai in stand by

Di nuovo a casa molti dei lavoratori che erano rientrati al lavoro a fine Agosto. I sindacati hanno incontrato l'azienda e insistono per Roma



PIOMBINO — Le segreterie Fim, Fiom e Uilm e i coordinatori Rsu Aferpi e Piombino Logistics, dopo la loro richiesta, hanno avuto un incontro con la direzione del personale per avere aggiornamenti sull'andamento e la gestione del personale all'interno dello stabilimento siderurgico piombinese. 

"La direzione ci ha riferito che l'attività dei nuovi ingressi avvenuta a fine Agosto è in gran parte sospesa e dovrebbe ripartire, successivamente, a ridosso della ripartenza dei treni di laminazione", hanno riferito i sindacati. La spiegazione dovrebbe risiedere nella decisione del gruppo indiano "di una gestione dei costi dello stabilimento oculata e in controtendenza rispetto a quella registrata fino ad oggi".

Le organizzazioni hanno ribadito la necessità di far partire la rotazione dai reparti in cui è previsto un po' di continuità produttiva. Ma soprattutto hanno chiesto "la necessità di avere incontro costanti e periodici per monitorare la situazione e impedire che la riduzione e la gestione dei costi non metta in discussione né i necessari investimenti né gli studi per la fattibilità per tornare a produrre acciaio, né gli interventi per gli smantellamenti. Un'oculata gestione delle risorse - hanno aggiunto - non potrà e non dovrà mai essere a scapito della sicurezza".

Sul fronte ammortizzatori sociali, in vista della scadenza a fine anno, i sindacati hanno inviato una nuova lettera per un incontro urgente con il ministro del lavoro Luigi Di Maio per ottenere la proroga dell'attuale decreto e prevedere un intervento per i lavoratori dell'indotto. E se non arriverà una convocazione in tempi brevi i lavoratori sono pronti alla mobilitazione. 

Già nei giorni scorsi i sindacati avevano segnalato la preoccupazione che un eventuale passo falso da parte della nuova proprietà potesse compromettere le nuove aspettative e la  fiducia accordata.



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