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mercoledì 13 novembre 2019

Attualità giovedì 04 luglio 2019 ore 17:18

Jsw, il Camping Cig scrive al sindaco

Una lettera aperta nella quale il coordinamento avanza alcuni suggerimenti in vista dell'incontro al Mise. "Il tempo delle chiacchiere è finito"



PIOMBINO — In vista dell'incontro al Ministero dello sviluppo economico per fare il punto sulle questioni Aferpi, il coordinamento Art. 1 Camping Cig invia una lettera aperta al sindaco di Piombino Francesco Ferrari per avanzare alcune richieste e alcune linee di azione. Di seguito riportiamo integralmente la lettera:

"Egregio sig. Sindaco,

nel porgerLe i nostri migliori auguri per i suoi futuri quanto gravosi e difficili impegni alla guida della collettività piombinese, siamo a presentarle alcune riflessioni sull’incontro al Mise in programma per il nove luglio. Incoraggiati dal riferimento che Lei in varie sedi ha fatto, all’ascolto e alla trasparenza come caratteristiche della nuova amministrazione, in attesa dell’incontro con Lei già fissato al 24 luglio, ci permettiamo rispettosamente di suggerirLe di rendere noti i principali obiettivi politico-amministrativi che pensa di sostenere nell’incontro romano e di informare poi, direttamente e dettagliatamente, la collettività sugli esiti dello stesso. Ciò renderebbe i cittadini più attenti, consapevoli della posta in gioco e partecipi all’importante evento. Consci delle nostre limitate forze, ma anche dello spazio di legittimità che pensiamo di aver conquistato nel dibattito cittadino, Le esterniamo sinteticamente il nostro parere su quanto, a nostro avviso, l’incontro dovrebbe ottenere risultati concreti.

1) Anticipare la presentazione del piano di fattibilità. Crediamo convenga con noi come sia poco credibile che una Multinazionale, che dice di voler investire circa un miliardo in nuovi impianti, dopo circa due anni dall’ inizio della sua avventura piombinese non abbia ancora le idee chiare su cio’ che vuole realizzare. L’improvvida concessione, nell’ Accordo di Programma (AdP) , di tempi lunghissimi per le decisioni che contano inchioda la città all’ immobilismo sui temi dello sviluppo diversificato, della programmazione urbanistica ed espone gli impianti al degrado.

2) Inserire paletti formali precisi su entità e tempi degli investimenti prospettati, a partire da quelli già in ritardo sui treni già esistenti, per finire a quelli dei nuovi (o mitici?) forni elettrici. Ciò significa evidentemente avviare l’iter per introdurre modifiche all’ aleatorio AdP già firmato. Da alcune Sue affermazioni ci era parso di capire che ritenesse percorribile questa strada. La città ha bisogno di sapere al piu’ presto se ci sarà una nuova, moderna ed ecocompatibile acciaieria, quali dimensioni avrà, in quali tempi e come sarà dislocata; e non da ultimo, quanti esuberi si prevedono.

3) Promuovere una discussione pubblica partecipata sull’AdP, che comprenda anche la possibilità di un esame approfondito, da parte di amministratori locali, organizzazioni sindacali e associazioni della società civile, di un vero piano industriale e di ogni elemento documentale che impatti in maniera importante sullo sviluppo della città, sull’ utilizzo del porto e sulla gestione di bonifiche e rifiuti. Come Lei sa meglio di noi, a fini di bene pubblico è possibile rendere noti i documenti con l’ eventuale accortezza di usare “omissis” per le informazioni che siano veramente, e non pretestuosamente, sensibili.

4) Pretendere dal Governo passi concreti immediati sul prezzo dell’eneregia e sulle altre agevolazioni promesse in AdP, cercando si sottrarsi allo “scarica barile” tra governo e azienda, che si incolpano l’un l’altro di inadempienza a giustificazione dei ritardi.

5) Esprimere un netto giudizio negativo sulla introduzione di lavorazioni nocive (vedasi acciai al piombo) che non rappresentano certo uno sviluppo verso la qualificazione tecnologica del prodotto e la conquista dei mercati.

5) Pretendere da Governo e Azienda che venga concordato un percorso chiaro per il rinnovo della Cassa Integrazione di cui la scadenza è ormai prossima.

Egregio signor Sindaco,

il clima in fabbrica ci dice che la situazione è pericolosa per il futuro di Piombino e il tempo delle chiacchiere è finito. Il nove luglio è la scadenza definitiva per sapere la verità sulle intenzioni di Jsw e del Governo: se non escono impegni concreti e formalizzati, occorre rapidamente guardare ad altre strade per salvare la nostra siderurgia e la città dal tracollo.

La ringraziamo per l’attenzione, fiduciosi che restino aperti canali di dialogo sostanziale tra la Sua amministrazione e la società civile piombinese, di cui ci sentiamo parte".



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