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Attualità sabato 21 novembre 2020 ore 17:21

"​La biblioteca era fulcro del polo culturale"

Polo culturale durante i lavori

Il Manifesto per la Cultura esprime tutti i dubbi relativi al progetto presentato dall'Amministrazione comunale per il Polo culturale



PIOMBINO — Sul Polo culturale interviene anche il Manifesto della cultura che più di una volta aveva sottolineato l'importanza di questa struttura così come era stata concepita negli anni passati.

"L’incontro pubblico sul polo culturale del 10 Ottobre scorso, organizzato in piazza Manzoni dal Manifesto per la cultura in collaborazione con il comitato Amici della Biblioteca a cui aveva partecipato l’assessore Parodi, aveva fatto emergere suggestioni e idee interessanti sul significato del polo culturale e di una biblioteca moderna nel 21esimo secolo. - ha commentato il gruppo - Un’idea completamente diversa da quella proposta recentemente dall’attuale amministrazione comunale, basata quest’ultima, su una separazione netta tra biblioteca, vista prettamente come una sorta di deposito di libri, un take away dei libri e caratterizzata quasi esclusivamente come punto prestito e non molto di più, e il polo culturale visto come centro di aggregazione solo per i giovani" (leggi qui l'articolo collegato).

"Al contrario, i molti esempi di biblioteche esistenti nella nostra Regione dimostrano come questi servizi si connotino sempre più come vere piazze, spazi polivalenti dove poter scambiare informazioni, leggere ma anche consultare online, veri e propri hub della cultura, centri di attrazione per i giovani e non solo, dove sia possibile mettere in atto progetti di tipo intergenerazionale, di cui c’è tanto bisogno. Un’idea che tende a unire e a connettere il tessuto sociale e non a dividere gli spazi in una logica inconcepibile. Un ecosistema culturale, - hanno spiegato - fatto per i cittadini ma soprattutto dai cittadini, centro di vita per la città, dove trovare possibilità di espressione, di socialità, informazioni e occasione di lettura, approfondimento, di studio, lavoro e tempo libero. Il polo culturale non può pertanto prescindere dalla presenza di una biblioteca moderna, avanzata dal punto di vista tecnologico, con sedute dotate di wifi, strumentazione gratuita a disposizione di tutti per superare il digital divide e dare a tutti le stesse opportunità in maniera democratica. In questo modo il polo può veramente diventare un centro di attrazione e un riferimento fondamentale per tutta la città".

Il Manifesto per la Cultura pone infine una serie di interrogativi: "Ci chiediamo e chiediamo all’amministrazione comunale quali sono le motivazioni che l’hanno spinta a rivedere, secondo le modalità appena rese pubbliche, il progetto iniziale del polo culturale, secondo noi rispondente alle finalità di una biblioteca moderna che prevedeva, oltre alla biblioteca, anche un auditorium, sale di incontro, un punto ristoro e altri servizi multifunzionali; cosa intende questa amministrazione per biblioteca e per Centro giovani; quali sono i costi complessivi di una tale operazione; dove l’amministrazione comunale pensa di collocare l’archivio delle Acciaierie di Piombino, che rappresenta un’acquisizione importante per la città, visto che non si parla più del 2° lotto e della riqualificazione delle officine ex Ipsia che avrebbero dovuto ospitare un centro di documentazione per la storia della siderurgia".



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