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mercoledì 12 dicembre 2018

Attualità domenica 18 febbraio 2018 ore 07:00

Lo stadio Magona

Foto di: Riccardo Marchionni

"Lo stadio Magona" in Tutto PIOMBINO di Gordiano Lupi



PIOMBINO — Il calcio a Piombino non è storia antica. La prima società si chiama Sempre Avanti, fondata nel 1921, comincia a giocare sul campetto della Tolla concesso dall’ingegner Lanza, si sposta sul campo di Sansone (l’odierna piazza Dante) recintato da corde, infine approda al glorioso Salvestrini, primo vero stadio. Il calcio nasce in casa Gronchi, il suo primo presidente è Emanuele Russo, che si porta dietro un gruppetto di pionieri come Nassi, Pavolini, Talini, Bianchi, Guasconi e Pepi. 

La palla di cuoio è uno sport britannico che vince la diffidenza di quanti lo considerano un gioco assurdo, buono solo per prendersi un malanno correndo al freddo e con i calzoni corti. Il calcio diventa lo sport cittadino per eccellenza e comincia a coinvolgere un buon pubblico che non si può contenere dietro le corde di Piazza Dante. Per fortuna apre il Salvestrini, un velodromo con annesso rettangolo erboso costruito in zona Ferriera, che ospita le prime vere partite del campionato di Terza Divisione.

Gianfranco Benedettini ha scritto Cinquant’anni in nerazzurro, uno stupendo libro pubblicato da Il Telegrafo in occasione dei cinquant’anni dell’Unione Sportiva Piombino, un testo fondamentale per capire l’evoluzione del calcio nella nostra città e la sua parabola decadente. Un libro che sarebbe opportuno ristampare e aggiornare, pure se i tempi non sono più quelli del 1971 e l’interesse della città per il calcio locale è modesto. Oggi la società che veste la gloriosa maglia nerazzurra si chiama Atletico Piombino, dopo alcuni anni passati in tristi acque è salita in Eccellenza, prima categoria dilettantistica. Sono lontani i tempi della serie B, pure quelli delle sfide in Quarta Serie contro Cecina e Rosignano sembrano lontani ricordi.

Lo Stadio Magona per ora ha scongiurato un destino di demolizione a vantaggio di un centro commerciale. Ci sono nato allo Stadio Magona, da piccolo abitavo proprio vicino, in via del Chiassatello, ci passavo interi pomeriggi a giocare a calcio e a vedere le partite. Lo Stadio Magona non può fare la fine del Sempione o del Circolino delle Acciaierie, anche se dicono che costruiranno uno stadio più moderno e non se ne sentirà la mancanza. 

Non la sentirete voi che fate i politici, ma noi che abbiamo passato l’adolescenza sulle gradinate del Magona e che ci siamo sfiniti a correre su quel prato, sì che la sentiremo… 

Gordiano Lupi
© Riproduzione riservata



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