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sabato 07 dicembre 2019

Attualità domenica 07 aprile 2019 ore 07:00

Nostalgia calcistica

Passione e nostalgia calcistica di Gordiano Lupi su #tuttoPIOMBINO



PIOMBINO — Perché vado ancora al Magona a vedere il Piombino giocare? Domanda che mi faccio spesso e che non trova mai una risposta logica. Sentimentale, forse. Nostalgica, pure. Forse è lo stesso motivo per cui, quando posso, compro una bocca di leone e ne gusto il sapore burroso. Forse perché gli alberi del Magona, siano pini o cipressi, sono gli alberi della mia vita. Forse perché avrei dovuto essere ungherese per quel gusto della nostalgia che fa parte della mia vita.

Lo Stadio Magona è come una vecchia balera di periferia dove si suona una vecchia canzone sentita all’infinito nella tua adolescenza. Tu siedi e ascolti le note composte da un vecchio pianista. E non importa se i suonatori son cambiati, se la musica è diversa, se tutto intorno è decadente degrado. Tu non lo vedi, perché in quel posto ci sei cresciuto, in quelle gradinate basse e strette ci venivi con tuo padre, tra quelle siepi di pitosforo e oleandro hai visto milioni di partite, hai sofferto, hai sognato...

Ecco perché vado ancora al magona a vedere giocare il Piombino. Ecco perché mi piace sentirmi pervadere da una gioia immotivata in attesa che l’arbitro fischi il calcio d’inizio. 

Non ho più niente a che fare con il mondo del calcio. Non gioco più, non alleno, non guardo neppure le partite in televisione. Ma lo Stadio Magona è un’altra cosa e a quello non rinuncio. Ah, la mia nostalgia ungherese, la mia madeleine più sofferta...

Gordiano Lupi
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