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sabato 14 dicembre 2019

Politica domenica 06 ottobre 2019 ore 08:00

"Il cambiamento promesso era solo un inganno"

Angelo Trotta, consigliere comunale Pd

"Perché non è stato avviato subito nei primi giorni, in modo da poterlo approvare, senza rischi, prima di novembre? Impossibile una semplice svista"



PIOMBINO — "Dopo il comunicato stampa della Lista Ferrari siamo costretti a intervenire nuovamente per porre alla maggioranza una semplice domanda: se questo atto di variante, presentato in campagna elettorale come sufficiente a risolvere la questione Rimateria, era davvero così prioritario per l’Amministrazione, perché è stato avviato solo il 1 ottobre? Perché non è stato avviato subito nei primi giorni, in modo da poterlo approvare, senza rischi, prima di novembre? C’entra qualcosa questo atto con la cacciata dell’ormai ex assessora all’ambiente?". È il Pd e la lista Con Anna per Piombino a incalzare sulla questione legata all'avvio del procedimento per la variante Li53.

"Il punto politico (non certo tecnico), legato anche alle scelte sulla giunta, con le quali il sindaco ha tenuto per sé la delega all'urbanistica sta tutto qui.
La verità da dire ai cittadini è che la variante in oggetto rischia di non vedere la sua approvazione definitiva e quindi la sua efficacia, a causa del limite per l’approvazione delle varianti fissato per la fine di novembre. E quindi del ritardo con cui si è avviata la procedura. Vista l’importanza dell’argomento, ci pare impossibile che questo ritardo sia dovuto a una semplice svista. Sembra piuttosto la dimostrazione di una chiara volontà politica. Avviare l’atto quando ormai i tempi per approvare la variante non ci saranno più e in caso dare la colpa ad altri. Ai tecnici, magari, che, come ovvio, avviano gli atti quando ricevono mandato politico. Cioè il 1 ottobre. O al Pd, come se il nostro partito, dopo il 9 giugno, avesse avuto la possibilità di impedire all’attuale giunta di avviare subito questo importante atto. La responsabilità, tutta politica, sta in capo alla giunta Ferrari che ha scelto consapevolmente di attendere l’ultimo istante. Chissà perché".

"Tranquillizziamo, infine, la maggioranza sul fatto che attualmente non siamo in presenza di alcun vuoto normativo, perché nei decenni di 'non-inerzia' urbanistica, il nostro Comune si è dotato di strumenti di pianificazione generale che hanno consentito di tutelare, ad esempio, il patrimonio naturalistico e paesaggistico di Baratti e della Costa Est da possibili speculazioni edilizie.
All’accusa di aver gestito l’urbanistica a colpi di 'episodiche' varianti senza disegno, rispondiamo dicendo che nei primi tre mesi l’attuale Giunta ha già approvato una variante (che peraltro, in silenzio, ma avvicina di nuovo gli impianti siderurgici alla città) e si appresta a presentare di nuovo una variante puntuale".

"Chi ha l’ambizione di governare una città - hanno concluso - non dovrebbe cercare alibi nelle scelte fatte dalle passate amministrazioni, perché queste erano note anche in campagna elettorale. Cercare ora alibi significa che il cambiamento promesso era solo un inganno. Restiamo in attesa di un indirizzo strategico sulle politiche comprensoriali e su una visione generale della città".



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