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martedì 10 dicembre 2019

Attualità venerdì 20 settembre 2019 ore 10:17

Punto nascita,il comitato denuncia nuove criticità

Dal comitato le perplessità sul corso di formazione di sole 6 ore per il personale del pronto soccorso per essere in grado di fronteggiare un parto



PIOMBINO — Il comitato Lasciateci nascere a Piombino continua a segnalare le criticità e le conseguenze della chiusura del punto nascita dell’ospedale Villamarina. La segnalazione riguarda il turno notturno dell’ostetrica e il trasporto in ambulanza da Piombino e Cecina delle gravide.

“Il 30 Luglio vi avevamo informato della sospensione del turno di notte delle ostetriche. Avevano tentato di smentirci. Cambiando l'ordine ed assicurando, quindi, il servizio per il mese di Agosto. Ora, siamo di fatto senza personale ostetrico nel turno di notte. - hanno riferito dal Comitato che ha aggiunto - I medici del pronto soccorso, del 118, della Centrale Operativa di Livorno, e gli infermieri del pronto soccorso, sono obbligati a frequentare un corso di formazione della durata di 6 ore, per essere in grado di fronteggiare un evento parto e possibili patologie conseguenti, della donna e del nascituro. Medici che non hanno competenze ostetriche e ginecologiche”.

“Noi, di Lasciateci Nascere a Piombino, siamo vicine a tutti quei medici coinvolti, loro malgrado, in un ridicolo e pericoloso progetto di scarico delle responsabilità. - hanno aggiunto - Quei medici però, non ce ne vogliano se al primo posto, come sempre, ci sono le nostre donne in gravidanza, che saliranno su ambulanze e percorreranno distanze considerevoli, senza la sicurezza che solo un ginecologo ed una ostetrica possono garantire. Il trasferimento di una gravida è normato a livello regionale come trasferimento speciale a carico dello specialista. Se una gravida a Cecina deve essere trasferita ad altro Punto Nascita, ha diritto ad un trasferimento supportato dalla presenza di personale osterico e medico ginecologo.
Anche a Piombino, se una gravida si reca al Pronto soccorso, fino a quando ci sarà la reperibilità del ginecologo e dell'ostetrica, deve essere possibile avvalersi di queste professionalità. Ma parliamo invece di quelle gravide che, sprovviste di mezzi per raggiungere il pronto soccorso o l'ospedale di Cecina, si vedranno costrette a chiamare l'ambulanza, troveranno a bordo personale non specializzato e non potranno avere lo stesso livello assistenziale delle gravide di Cecina”.

La situazione denunciata dal comitato fotografa una situazione sempre più difficile che fa dubitare che la chiusura del punto nascita di Piombino sia davvero temporanea in attesa di un nuovo piano di sviluppo.

“Vogliamo sapere, chi si prende la responsabilità di qualsiasi evento avverso possa verificarsi in questi trasferimenti? - hanno aggiunto - Era davvero così rischioso partorire a Piombino? E adesso, cari signori, con le gravide avanti e indietro da Cecina, i rischi si sono ridotti?! O sono molti di più? E, se il medico è impegnato in un altro trasferimento, chi porta la gravida? E poi, si può lasciare il territorio della Val di Cornia senza medico perché impegnato nei trasferimenti?”.

Il Comitato ancora una volta attende una risposta, ma soprattutto un cambio di passo da parte di tutti quelli che intendono far riaprire le porte del punto nascita di Piombino.



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