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martedì 26 luglio 2016

Attualità martedì 08 marzo 2016 ore 18:22

Riaperto il dibattito sul punto nascita

Dopo le dichiarazioni dell'assessore Saccardi si riaccende la miccia sulla paventata ipotesi di chiusura del punto nascita di Piombino

PIOMBINO — Non sono passate inosservate le dichiarazioni dell’assessore regionale Stefania Saccardi, ospite della Svs di Livorno nel complesso de Le Corallaie, riguardanti le sorti del punto nascita del presidio ospedaliero di Piombino.

L’assessore, durante una visione a tutto tondo della riforma sanitaria nei territori della provincia di Pisa e Livorno, ha avuto modo di fare alcuni riferimenti proprio al caso piombinese. Le dichiarazioni tratte dalle colonne del quotidiano La Nazione tratteggiano uno scenario ben definito.

Con l’approvazione della riforma nascono tre grandi aree vaste ed è all’interno di queste che dovranno delinearsi le sinergie affinché i cittadini continuino ad avere in prossimità le cure di maggior utilizzo. L’esempio è l’ospedale in rete Cecina-Piombino.

La dolente nota arriva riguardo al punto nascita dell’ospedale di Villamarina a Piombino. È proprio la Saccardi a dire che il numero dei parti è troppo contenuto rispetto alle soglie fissate dalla Stato con il decreto ministeriale 70 del 2015.

Un argomento caro a tutta la Val di Cornia che, a seguito di queste dichiarazioni riportate dal quotidiano, riaccendono o meglio infuocano chi vuole scongiurare con ogni forza la chiusura del punto nascita piombinese. È il sindaco di Suvereto Giuliano Parodi (sui social network, ndr) a pensare la via di una deroga.

Intanto, risale ad ottobre 2015 un comunicato stampa (leggi l’articolo consigliato, ndr) in cui l’assessore Saccardi calmava gli animi della protesta che si era alzata proprio attorno alla paventata chiusura di questo servizio a Piombino. Oggi, però, le sue dichiarazioni sembrano riaprire la questione. 

Da ricordare che lo scorso anno, in meno di una settimana, sono state raccolte più di tremila firme oggi protocollate in Comune e in Regione per chiedere di rivedere i dettami del decreto Balduzzi e salvare il punto nascita piombinese. E che lo stesso consiglio comunale si è impegnato a salvaguardarlo.

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