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sabato 21 settembre 2019

Politica mercoledì 29 agosto 2018 ore 14:40

"Una scellerata politica dei rifiuti"

A dirlo sono i gruppi consiliari di opposizione in vista del Consiglio comunale durante il quale verrà chiesto un referendum per le sorti di Rimateria



PIOMBINO — Il giorno del Consiglio comunale è arrivato e i gruppi di opposizione durante i lavori che inizieranno la mattina di giovedì 30 Agosto chiederanno di indire un referendum per coinvolgere la cittadinanza sulle questioni aperte di Rimateria.

Così Ferrari Sindaco, Ascolta Piombino, Rifondazione Comunista, Movimento 5 Stelle e Un’Altra Piombino tornano a firmare un nota congiunta rimarcando l'assurdità delle scelte del Pd.

"Il Pd fino ad oggi ha gestito Rimateria dettando gli indirizzi di una scellerata politica dei rifiuti. Non sono condivisibili due scelte politiche assunte", hanno esordito. 

"Da un lato - hanno spiegato - la volontà di ampliare la discarica, sino a due milioni e mezzo di metri cubi di rifiuti speciali; un progetto assolutamente non necessario, se non per aprire al business dei rifiuti speciali. Dall’altro lato, la cessione delle quote sociali a privati, con scelte aziendali dettate non più dagli interessi pubblici e del territorio ma da esigenze di profitto".

"Rimateria, infatti, non nacque per accogliere rifiuti da qualsiasi parte del mondo bensì per ricevere quelli derivanti dalla produzione dell’acciaio nonché quelli presenti su molte aree limitrofe alla fabbrica. Ed invece, con l’allargamento della discarica si vorrebbe lucrare sui rifiuti. Insomma, - hanno commentato - fino a che la società era ricoperta dai debiti, era pubblica. Ora che si stanno profilando enormi guadagni collegati ai milioni di metri cubi di rifiuti speciali provenienti da fuori, la si vuole privatizzare".

Per le opposizioni la strada che il Pd ha scelto su Rimateria riserverà "effetti negativi sull'intera città, con ripercussioni in termini di salute, di impatto visivo ed odorifero nonché turistico, annientando ogni possibile metamorfosi della città. Il tutto senza ritorni neppure economici per il territorio, visto che a guadagnarci, e tanto, saranno dei privati. Vogliamo sperare che alla base di tali decisioni ci sia solamente l’inettitudine di chi ci amministra".



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