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lunedì 16 settembre 2019

Lavoro martedì 24 luglio 2018 ore 17:34

"Piombino riparte, torneremo a produrre acciaio"

Ne è convinto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi che aveva preso un preciso impegno per il futuro di Piombino. Ecco lo scenario



PIOMBINO — Apposta la firma ufficiale per la cessione di Aferpi da Cevital a Jindal Steel West il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha voluto fissare alcuni importanti punti per il rilancio e il futuro dello stabilimento siderurgico piombinese, sottolineando anche alcuni passaggi dell'Accordo di programma.

"L'accordo di programma firmato sull'area industriale di Piombino ha una valenza ambientale e industriale. Con esso, le istituzioni pubbliche dopo il passaggio di proprietà avvenuto tra privati definiscono il rapporto con il subentrante proprietario Jindal Steel West. - ha esordito il presidente Rossi - In base al nuovo accordo, Jindal si impegna a produrre acciaio costruendo due forni elettrici per una produzione di almeno due milioni di tonnellate. Una cosa mai vista e fatta a Piombino. Noi volevamo tempi più brevi dei 18 mesi richiesti dall'azienda per presentare i progetti di costruzione dei nuovi forni, ma apprezziamo anche la serietà dell'approccio e vogliamo aspettarci sorprese positive. In cambio di questo progetto, le istituzioni, a fronte di un piano da un miliardo e 50 milioni di investimenti, si impegnano a sostenere con un contributo di 33 milioni del Ministero dello sviluppo economico progetti di tutela ambientale e di risanamento, a cui si aggiungono 30 milioni della Regione Toscana per l'efficienza energetica e ambientale del ciclo produttivo e altri 30 milioni, sempre della Regione, per progetti di ricerca e formazione". Tutti fondi questi che si aggiungono ai 90 milioni che stanno nel quadro dei contributi tipicamente erogati in queste situazioni, cioè circa il 10% dell'investimento complessivo.

Sul fronte occupazione, i 2mila addetti passano automaticamente da Cevital a Jindal, ma non ci sarà subito il reimpiego di tutti i lavoratori.

"Si inizierà con 435 lavoratori ai laminatoi a Settembre, cresceranno a 600, conteggiando anche gli impieghi per le demolizioni, fino a 1500 con l'allestimento degli impianti di produzione dell'acciaio. Per questo chiediamo al governo la protezione sociale della cassa integrazione. L'accordo alla fine prevede il riassorbimento di tutti i lavoratori", ha spiegato Rossi. I sindacati hanno già fissato un'assemblea dei lavoratori per fare il punto della situazione.

Per quanto riguarda il piano ambientale l'azienda si impegna sulle demolizioni e a riorganizzare lo stabilimento in modo da allontanare le produzioni dal centro di Piombino e a fare i risanamenti ambientali. "Bisogna sottolineare che verrà ridotto consistentemente l'impatto ambientale in termini di qualità dell'aria. - ha commentato Rossi - Per tutti questi interventi, si può parlare tranquillamente di riconversione ecologica della siderurgia di Piombino".

Potrebbe arrivare presto, inoltre, anche un piano da parte di Jindal per le concessioni portuali della Port Authority. Intanto a monitorare e ad agevolare l'attuazione dell'Accordo di programma ci sarà la Regione che manterrà il suo ruolo di coordinamento avuto fino adesso.

"La firma di oggi è un successo dei lavoratori e della loro lotta senza la quale non saremmo a questo punto. E' un successo anche della serietà delle istituzioni, Comune, Regione e Stato. Ringrazio l'ex ministro Calenda e l'attuale ministro Di Maio. - e ha occluso il presidente - Avevo preso l'impegno che a Piombino o si sarebbe tornati a colare acciaio o mi sarei dimesso. Sono contento di quest'accordo per i lavoratori e per la Toscana. Vigileremo perché si attui compiutamente".



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