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Politica mercoledì 18 novembre 2015 ore 11:06

La sanità è un diritto non un costo

Le forze di opposizione hanno espresso un giudizio fortemente negativo sulla legge di riordino sanitario regionale approvata dalla maggioranza



PIOMBINO — Il Consiglio comunale di Piombino ha approvato con i voti della maggioranza l'ordine del giorno presentato dai gruppi consiliari del Partito Democratico, Sinista per Piombino e Spirito Libero sulla riorganizzazione della rete ospedaliera Val di Cronia/Val di Cecina, con il quale si dà pieno mandato al sindaco e alla giunta di provvedere alla creazione di una rete integrata di servizi ospedalieri che prevede la costituzione di un ospedale unico per la zona sud della provincia di Livorno.

“Le forze di opposizione hanno espresso un giudizio fortemente negativo sulla legge di riordino sanitario regionale, vista come un pessima legge nata unicamente dalla necessità di adeguarsi alle prescrizioni del decreto Balduzzi e ai pesanti tagli alla sanità imposti dalla Legge di stabilità. “La legge di riordino sanitario, che il governatore Rossi e con lui il PD, vuole spacciare come massimizzazione dell'efficienza coniugata al risparmio e alla lotta agli sprechi, in realtà non è altro che una riorganizzazione della struttura sanitaria in un'ottica di puro efficientismo economico. - spiega Carla Bezzini, consigliera di Un’altra Piombino - Il principio ispiratore è quello del risparmio e dei tagli, con un ulteriore impoverimento dell'offerta sanitaria e con un altro passo avanti verso la privatizzazione”.

“Rossi, come Renzi e Monti a suo tempo, considerano il servizio sanitario come un costo e non come un diritto costituzionalmente sancito, - prosegue - un costo insostenibile che come tale deve essere ridimensionato. Anche il personale sanitario operativo, medici e infermieri, è visto come un costo e non come una risorsa, tant'è che il grosso dei tagli, oltre che alle dotazioni e alle strutture periferiche territoriali, passa proprio attraverso la riduzione di circa 2000 unità, individuate come esuberi. Si taglia sulle risorse, sul personale, mentre non si vanno a toccare né le diseconomie, né le sacche di improduttività, né la struttura burocratico-amministrativa decisamente ridondante e costosa”.

Nella discussione in Consiglio comunale da parte della consigliera Lucrezia Della Lena sono stati fissati alcuni punti su cui la giunta si impegnerà traducibili in valorizzazione dei servizi presenti nei territori, abbattere le liste d’attesa, considerare l’incidenza delle distanze chilometriche per accedere ai servizi, mantenere i servizi di pronto soccorso, ortopedia, diagnosi e cura, chirurgia e percorso nascite (per dirne alcuni) e potenziare la collaborazione con le case della salute (consultori, ambulatori e volontariato).

Dalla discussione consigliare è emerso il totale disappunto dalle forze politiche d’opposizione nei confronti di un ordine del giorno che conferma le direttive nazionali e regionali nell'ottica della razionalizzazione. "Dall'accettazione passiva di questo contesto, - spiega la Bezzini - nasce la proposta degli ospedali in rete: per non chiudere gli ospedali periferici se ne crea uno virtuale che abbia un bacino rispondente ai parametri stabiliti dal Decreto Balduzzi. Tra Livorno e Grosseto ci saranno due strutture ospedaliere distanti 50 chilometri l'una dall'altra, con reparti e servizi dislocati e cittadini che per accedere alle prestazioni sanitarie dovranno spostarsi chilometri, con tutti i disagi che questo comporta per una popolazione sempre più anziana e con difficoltà economiche crescenti. Una rete virtuale con disagi e disservizi molto reali”.

Direttive scritte dal Partito Democratico al Governo e in Regione che si ripercuotono a livello comunale e territoriale. La politica della Val di Cornia, infatti, ha fatto proprie le scelte politiche e le direttive istituzionali superiori per promuovere l’organizzazione di un ospedale in rete.

“Mi sarei aspettato un impegno diverso. - commenta il consigliere Francesco Ferrai (Fratelli d’Italia) - A cosa serve l’ordine del giorno che invita il sindaco a promuovere il servizio ospedaliero integrato? Non lo può fare, piuttosto potrà essere presenta con forza decisionale ai tavoli di discussione della questione sanitaria”. E chiede a gran voce al Partito di prendersi delle responsabilità, soprattutto sul punto nascita: “se chiuderà, qualcuno dovrà dimettersi, alle parole della politica affianchiamoci i fatti”.



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