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domenica 18 agosto 2019

Attualità lunedì 22 luglio 2019 ore 10:55

Agricamping, la riforma regionale non convince

I Comuni della Costa degli Etruschi: "Emerge una visione anacronistica dello sviluppo turistico". E in un documento spiegano cosa non va



SAN VINCENZO — La nuova disciplina degli agricampeggi avanzata dalla Regione Toscana non ha convinto del tutto l'ambito Costa degli Etruschi che nei giorni scorsi ha prodotto un documento  per esternare il disappunto dei Comuni che nel fanno parte (leggi qui l'articolo correlato).

"Ciò che emerge dalla giunta regionale è, a nostro avviso, una visione anacronistica dello sviluppo turistico, che va nella pericolosa direzione di una diminuzione della qualità dell’offerta e dei servizi al Turista, penalizzando fortemente la possibilità di destagionalizzazione, in primis quella della costa, fortemente colpita dal problema della stagionalità", hanno esordito.

"Entrando nello specifico - hanno spiegato - la proiezione numerica dell’entità del fenomeno agricampeggio, fatta dalla stessa Regione Toscana, si aggira attorno ai 3.500 posti letto in più. Se parametrati sui 560mila posti letto ufficiali, l’incremento sarebbe dello 0.6 per cento nella ricettività totale. Se aggiungiamo i posti letto degli affitti brevi (fenomeno ormai ben noto e quindi da non trascurare), questa percentuale si riduce del 50 per cento circa ed arriva quasi allo zero. Ciò significa che 3.500 posti letto in più in tutta la Toscana non fanno concorrenza a nessuno ma rappresenterebbero un concreto aiuto alle aziende agrituristiche che, per prime presidiano il territorio 365 giorni all’anno, e concorrono alla destagionalizzazione. Gli agriturismi sono riconosciuti, dalla normativa nazionale di settore, come aziende turistiche a tutti gli effetti, ci si chiede quindi perché la Regione che pubblicamente ne decanta l’importanza in termini di immagine della Toscana nel mondo, al contempo li tratti (e di conseguenza li normi) come figli di un Dio minore in una proposta di legge che rende di fatto impossibile per loro proporre un turismo outdoor di qualità".

Nella normativa, secondo l'ambito, c'è qualcosa che stride in fatto di sviluppo e qualità dei servizi, come la previsione di realizzare bagni eterni e in comune, l'istallazione delle strutture per 180 giorni, l’impossibilità per l’agricoltore di utilizzare ai fini agrituristici volumi derivanti da interventi di ristrutturazione urbanistica o da trasferimenti di volumetrie, la previsione di poter installare solo tende tipo glamping con esclusione di altre tipologie di ospitalità come ad esempio le case mobili.

"Non vogliamo credere che la giunta regionale non sappia che il tipo di Turismo che desiderate così imporre alle aziende agricole non esiste più da almeno vent’anni. - hanno ribadito - Desideriamo rimarcare che non sono gli ambiti turistici che regolano la richiesta del mercato, né lo è Regione Toscana bensì l’opposto. E’ il mercato che decide cosa vuole, cosa è di tendenza e, se non lo trova in Toscana, semplicemente si sposta verso altre destinazioni. Di questo sembrano essere ben consapevoli altre regioni, nostre competitors, che fanno scelte ben diverse, pur nel rispetto del territorio e nella scelta della regolamentazione". 

In previsione l'apertura di un dialogo con le associazioni di categoria per capire quale sia la migliore idea di sviluppo del territorio nel settore turistico. Urgente un confronto costruttivo per arrivare a dare risposte alle nuove esigenze.



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