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domenica 24 marzo 2019

Attualità sabato 29 luglio 2017 ore 20:23

Caso Bayahibe, qualcosa non torna

Il municipio di San Vincenzo

Gruppo Consiliare Assemblea San Vincenzina, una mozione su presunta illegittimità dell'ordinanza. Se ne parla lunedì in Consiglio Comunale



SAN VINCENZO — "Nell'ordinanza emessa a proposito del caso Bayahibe c'è qualcosa che non torna". Per questo il Gruppo Consiliare Assemblea San Vincenzina ha presentato una mozione in discussione al consiglio comunale di lunedì , emettendo poi un  comunicato di accompagnamento per riassumere la vicenda, piuttosto tecnica.

"Leggendo l'ordinanza n.109 del 12-07-2017 - si legge appunto nella nota -  qualcosa sembra non tornare, non si capisce infatti secondo quali principi, l'amministrazione commetta tre, presunti, macroscopici errori:

1-Viene scelto di applicare l'Art.31, comma 5 del DPR n.380/2001 invece che il 35 del DPR n 380/2001, è il secondo articolo che infatti tratta quegli “Interventi abusivi realizzati su suoli di proprieta' dello Stato o di enti pubblici” ed essendo l'abuso del Bayahibe posizionato

su demanio reputiamo sia pertinente al caso del Byahibe per cui oggi viene chiesta la demolizione.

L'applicazione di questo, secondo noi più corretto art. 35 porta le seguenti conseguenze :

-Ordinare al responsabile dell'abuso la demolizione ed il ripristino dello stato dei luoghi a proprie spese, dandone comunicazione al proprietario del suolo

-La demolizione del comune a spese del responsabile dell'abuso

-Resta fermo il diritto di autotutela dello stato e degli enti pubblici territoriali, nonché quello di altri enti pubblici previsto dalla legge

Altri due punti, presunti errori, conviene mettere in luce.

2-Presunta errata individuazione del responsabile del'abuso:

Secondo l'art 35 l'unico destinatario dell'ordine di demolizione realizzato su aree demaniali è il responsabile dell'abuso ci pare strano che l'Amministrazione ingiunga la demolizione dell'opera ai concessionari o alla direzione dei lavori laddove sussista il fatto che la realizzazione dell'abuso è dipesa dall'annullamento giurisdizionale del titolo abilitativo per negligenza dell'ufficioTecnico del Comune.

3-Errata individuazione della proprietà:

La Società Acquaviva, individuata nella delibera come proprietaria è in realtà, visto che si tratta di area demaniale marittima, concessionaria di ocupazione di suolo pubblico e ha l'uso demaniale infatti per un certo lasso di tempo, la proprietà, eventualmente, sembrerebbe da ricondurre al Ministero delle infrastrutture e trasporti, il quale potrebbe intervenire con il potere di autotutela dello Stato alla demolizione diretta dell'opera.

Crediamo  - sottolinea ancora il Gruppo Consiliare Assemblea San Vincenzina - che questa delibera, grazie ancora una volta a chi come Bandini amministra calpestando l'interesse pubblico, senza tenere conto di queste considerazioni esponga la collettività ad un rischio economico milionario e invece, valutando meglio la normativa si potrebbe sollevare il Comune da dover pagare un ormai certo risarcimento milionario e, una possibile causa da parte di chi è stato ingiustamente danneggiato. Se tutto fosse confermato non possiamo che giungere alla conclusione che questa Amministrazione non si ricorda mai quando qualcosa è di tutti, ma sempre quando è di qualcuno". 



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