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venerdì 13 dicembre 2019

Politica mercoledì 16 novembre 2016 ore 15:34

Il pranzo da casa a mensa sembra un tabù

Foto di archivio

La proposta del Meetup 5 Stelle, sul far portare il panierino invece di mangiare a mensa, è stata rifiutata. La motivazione infervora i pentastellati



SAN VINCENZO — Altro Comune, altra richiesta di portare il pranzo da casa, altro no dell'Amministrazione. Così si traduce la richiesta fatta dal Meetup 5 Stelle di San Vincenzo di poter far consumare ai bimbi pasti portati da casa.

"Ci hanno negato la libertà di scegliere, in questo caso, tra il consumare cibo in una mensa scolastica che continua ad essere gestita da un’azienda che ci ha fornito cibo non conforme al capitolato, oppure poter optare per quello prodotto all’interno delle mura domestiche. - hanno commentato in una nota - E riteniamo disarmante e contradditoria la risposta che il Comune di San Vincenzo ha dato alla nostra proposta riguardante la richiesta di modifica al regolamento per il diritto allo studio”. 

La richiesta prevedeva l’inserimento di una clausola che permettesse l’allestimento di un'area all’interno del salone mensa scolastica, dedicata agli studenti che avrebbero preferito portarsi il cibo da casa; dal momento che secondo il regolamento bambini che usufruiscono della mensa e bambini che si portano il panierino non possono stare nello stesso spazio. In caso affermativo, si sarebbe stilato un regolamento su cosa prediligere all'interno del proprio panierino portato da casa per ragioni di igiene, sicurezza e salute.

Ma per l'Amministrazione la risposta è no. Una risposta che non va giù ai pentastellati dal momento che la società a cui è affidato il servizio mensa è la stessa che dovrà essere giudicata dal Tribunale di Livorno per aver modificato alcune forniture rispetto a quelle del capitolato (leggi gli articoli correlati). A non piacere per niente è la motivazione: "la presenza nel servizio di alimenti eterogenei, prodotti da soggetti diversi dal gestore dell’appalto e quindi non tracciabili farebbe venire meno, ad esempio, la possibilità di risalire alle cause di eventuali tossinfezioni che si verificassero fra gli utenti”.

"Perché potremmo fornire cibo non tracciato ai nostri figli? - rilancia e conclude il Meetup - Certo che allora anche la colazione che forniamo abitualmente ai bimbi potrebbe essere un veicolo di contagio".

Intanto il 17 novembre alle ore 17 presso l'aula magna dell'istituto comprensivo di San Vincenzo si terrà l'assemblea dei genitori proprio dedicata alla questione mensa.



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