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mercoledì 26 giugno 2019

Attualità giovedì 21 febbraio 2019 ore 15:45

Cave, osservazioni alla proposta di ampliamento

Foto di repertorio

E' Legambiente a firmare un carteggio di osservazione sulla proposta di ampliamento dell'attività estrattiva su Monte Calvi. Ecco cosa non va



CAMPIGLIA MARITTIMA — Il Circolo Legambiente Costa Etrusca e il Circolo Val di Cornia hanno inviato osservazioni in merito alle proposte di ampliamento dell’attività estrattiva su monte Calvi da parte dalla cava Solvay e Cave di Campiglia.

"La richiesta di ampliamento delle 2 cave esistenti, avanzate dalle due imprese - viene spiegato in una nota - avrà un impatto complessivo sul territorio pari a 55 ettari di superficie, oltre 50 milioni di mc di volumi di versante di collina da abbattere, se si aggiungono le superfici ancora in fase di coltivazione, si raggiunge la cifra record di circa 200 ettari di un unicum di cava, un impatto devastante sul paesaggio collinare. I progetti presentati - hanno aggiunto - sono all’interno dell’area Sito d’Interesse Comunitario SIC, Zona Speciale di Conservazione (ZSC) e Natura 2000; è segnalata la presenza di 4 habitat di interesse comunitario, di cui una di interesse prioritario, 10 specie di uccelli, 1 di mammiferi, 1 di invertebrati, piante e infiorescenze, elencati nella direttiva CEE del 2009, specie rare e minacciate. L’intera aree oggetto di richiesta di ampliamento delle 2 cave è un'area con vincolo paesaggistico e aree di interesse archeologico con presenza di miniere del periodo etrusco".

Legambiente ha segnalato che nella documentazione presentata non ci sia nessuna relazione di studi sull'incidenza dell'esecuzione del progetto di cava sul complesso naturalistico dato i vincoli presenti.

"Riteniamo - hanno proseguito le associazioni ambientaliste - che la protezione di tale unità naturalistica non sia solo legata agli aspetti ambientali e panoramici ma anche ad una azione principale di protezione civile e di ricarica del sistema geotermico e termale relative del complesso carbonatico dei monti di Campiglia. Nel contesto termale locale si sono verificati segni di indebolimento delle portate. La massiccia presenza di cave nelle aeree di ricarica del sistema profondo termale ha facilitato lo scorrimento delle acque meteoriche rispetto alla infiltrazione verticale dei calcari stratificati e massicci proprio caratterizzati da presenza di fratture e line di percolazione carsica e faglie le quali hanno subito un completo smantellamento superficiale con impermeabilizzazione dei suoli. Un ulteriore smantellamento delle pendici di Monte Calvi porterebbe anche pericolo di rischio idraulico per tutti i sistemi di drenaggio più importanti che attraversano i centri urbani, soprattutto l’abitato di San Vincenzo".

Sul fronte occupazionale per Legambiente va respinto ogni tipo di ricatto "garantendo i posti di lavoro attuali e contemporaneamente costruendo una strategia per i prossimi anni che ne crei altri senza saccheggiare e distruggere il territorio, preservandone e rinnovandone le risorse naturali e la loro qualità, con nuova industria, attività agricole, artigianali, turistiche, di servizi, a partire dal ripristino ambientale e paesaggistico dei siti estrattivi dismessi e le bonifiche delle aree industriali dismesse. Tutto questo crediamo sia possibile anche attraverso l’avvio, a livello regionale, di un serio sistema di recupero e riuso delle risorse, dando concretezza al concetto di economia circolare tanto sbandierato e purtroppo ancora poco applicato", hanno concluso.



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