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domenica 22 luglio 2018

Attualità sabato 07 luglio 2018 ore 09:18

Dalle gelate alla siccità: agricoltura in crisi

I cambiamenti climatici hanno provocato non pochi danni all'agricoltura. Dalla provincia di Livorno un campanello d'allarme



CAMPIGLIA MARITTIMA — Gli agricoltori si trovano a fare i conti con i danni provocati dall'andamento climatico alle colture. A fare il bilancio è la Cia che denuncia pochi segnali positivi durante l'annata agraria.

Solo per restare agli ultimi anni, si è passati dalle gelate tardive di fine Aprile 2017, alla grave situazione di siccità della stagione primaverile estiva, la meno piovosa degli ultimi duecento anni, per ritornare alle gelate di fine Febbraio 2018, seguite da una primavera anomala, con precipitazioni ricorrenti, che hanno impedito il normale svolgimento dei lavori agricoli.

"Le conseguenze di questa situazione, si stanno facendo sentire pesantemente", hanno segnalato in una nota riferendosi anche alla  trebbiatura dei frumento che deve far fronte a una minore quantità di raccolto per ettaro accompagnata anche da una minore presenza di proteine e di peso specifico, rispetto alle medie annuali. "Un grano di minore qualità, - hanno detto - slavato, anche causa delle bombe d’acqua che si sono abbattute sul territorio in prossimità della raccolta". Ad aggravare la situazione anche il prezzo che si attesta su livelli non remunerativi per i produttori.

"Per quanto riguarda l’olivo, la gelata di fine Febbraio, ha fatto più danni del previsto". Maurizio Viliani vice presidente Cia e olivicoltore di lungo corso, nel territorio di San Vincenzo, parla di “spacchi nella corteccia, con conseguente aumento della rogna dell’olivo, di zone dove le piante non hanno fiorito, a causa delle basse temperature e anche dove era fiorito si è avuta una bassa allegagione a causa del piogge successive, di altre ancora dove le piante hanno perduto le foglie”.

La gelata è anche responsabile della distruzione di buona parte delle carciofaie della Val di Cornia, oltre 500 ettari destinati quasi totalmente al mercato locale per consumo fresco. "Ma le piogge - hanno aggiunto - ricorrenti ed il clima caldo umido, delle scorse settimane hanno favorito anche lo sviluppo delle malattie fungine e delle infestanti, costringendo gli agricoltori ad intervenire più frequentemente, con il conseguente aumento dei costi di produzione, che limano i già magri ricavi aziendali". 

Una situazione che interessa le colture ortive di pieno campo, come il pomodoro da industria, ma anche il vigneto in alcune zone della provincia.



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