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mercoledì 22 maggio 2019

Attualità sabato 28 marzo 2015 ore 18:09

Colpo di scena Cevital: niente altoforno

Farid Tidjani, amministratore delegato di Cevital, sorprende tutti tornando al piano originario: niente altoforno e tutto sui forni elettrici



PIOMBINO — Niente altoforno, sì ai forni elettrici e all'agroalimentare. L'annuncio di Farid Tidjani sorprende tutti, addetti ai lavori e non. La decisione ha avuto l'ok del patron Issad Rebrab e segna un ritorno al piano originario che Cevital aveva messo in campo nel momento in cui era stata avviata la trattativa per la ex Lucchini.

"Abbiamo studiato l'ipotesi Afo - ha spiegato Tidjani - e abbiamo fatto tutte le valutazioni, quella più positiva era il basso prezzo del minerale, ma ci siamo chiesti, durerá? La risposta è stata che c'erano troppe incognite".

La prima preoccupazione è quella che riguarda l'impatto occupazionale: la riaccensione dell'Afo avrebbe permesso un impiego immediato dei lavoratori che, è bene ricordarlo, sono alle soglie della scadenza degli ammortizzatori sociali. Ma Tidjani para subito il colpo: "Al sindacato voglio dire che capisco come la soluzione Afo fosse nell'immediato più favorevole per l'occupazione ma posso assicurare che con le nostre attività, acciaieria, logistica e agroindustriale, in tre anni riassumeremo tutti i dipendenti e 1500 lavoratori in più"

Tidjani, poi ha minimizzato i problemi di approvvigionamento dei semi prodotti, che sembravano al contrario aver spinto verso la soluzione dell'Afo: "stiamo facendo acquisti in Italia e all'estero, su questo fronte non ci sono problemi"

La sala del Phalesia ha visto presenti tutti i protagonisti della vicenda Lucchini: da Issad Rebrab a Piero Nardi,  dal sindaco Massimo Giuliani al commissario dell'autorità portuale Luciano Guerrieri, il presidente di Federacciai Antonio Gozzi fino alla sottosegretaria all’Ambiente, Silvia Velo e il viceministro dello Sviluppo economico, Claudio De Vincenti.

Il prossimo appuntamento è previsto per lunedì quando i sindacati saranno al MISE per chiedere rassicurazioni anche al Governo circa il reimpiego dei lavoratori.



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