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Attualità venerdì 25 settembre 2015 ore 18:41

Crisi abitativa, le azioni del Comune

​Nuovo protocollo di intesa per gli affitti a canone concordato: riduzioni Imu e sgravi fiscali per i proprietari



PIOMBINO — Un nuovo protocollo di intesa per i canoni concordati firmato il 10 settembre scorso tra Confedilizia e Sicet – rappresentanti rispettivamente dei proprietari di immobili e gli inquilini. L’atto è stato ratificato da una delibera di giunta con la quale il Comune si impegna a convocare e ad assistere queste organizzazioni nell’applicazione dell’accordo.

Questo tipo di affitti, infatti, che hanno l’obiettivo di favorire il mercato delle case in locazione e le politiche abitative, prevedono la stipula di contratti attraverso un canale regolato, che affida un ruolo determinante alle associazioni degli inquilini e dei proprietari nella negoziazione dei canoni.

Con questi contratti, che rispondono a criteri di maggiore equità e perequazione nella determinazione delle locazioni sulla base di una serie di parametri individuati dal Comune, i proprietari e gli inquilini hanno diritto a esenzioni fiscali.

Con il nuovo protocollo per i proprietari si prevede infatti un aumento degli sgravi sull’irpef (24% in meno) assieme alla possibilità di avvalersi della cedolare secca per le spese contrattuali, oltre ad una aliquota Imu ridotta al 5,5 per mille

Altre novità rispetto al primo protocollo stipulato nel 2005 riguardano ulteriori elementi di flessibilità introdotti per favorire la stipula di questo tipo di contratti. L’articolo 2, che fissa la durata del protocollo per tre anni, prevede che la validità di un contratto in essere permanga anche dopo la scadenza del protocollo fino alla nuova sottoscrizione, in modo da garantire una continuità alla stipula dei contratti a canone concordato.

Nell’ambito delle otto zone omogenee in cui è stato suddiviso il territorio comunale (Centro storico, Centrale, Semicentrale, Litorale, Sub-industriale, Riotorto, Populonia Stazione e Fiorentina) sono stati fissati dei cambiamenti delle fasce del canone di locazione, determinato per singola zona e per tipologia di alloggio.

Le fasce della tabella, fissate all’articolo 5, vanno da un valore minimo a un valore massimo e, identificandosi per ogni zona omogenea con le lettere A, B e C , ne indicano rispettivamente la categoria migliore, media e minore.

Un’altra importante novità è rappresentata dall’articolo 8 che consente l’estensione delle maggiorazioni del canone fino a un massimo del 15% di quanto stabilito dalla tabella per le abitazioni in possesso dell’attestazione di prestazione energetica superiore alla classe energetica G (APE).

“Questo protocollo, pur in un contesto di emergenza abitativa associata a una crisi socio economica non ancora nella sua fase discendente - afferma l’assessore alle politiche sociali Margherita Di Giorgi - ha l’obiettivo di facilitare il più possibile la stipula dei contratti a canone concordato.

L’aver esteso le maggiorazioni per gli importi del canone fino al 15% anche agli immobili che hanno un’alta classe energetica, offre delle garanzie di maggiore qualità per gli inquilini migliorando l’offerta del patrimonio immobiliare che viene dato in affitto, e allo stesso tempo è più attrattivo anche per i proprietari, che possono applicare il canone con una maggiore flessibilità. Questi ultimi inoltre sono agevolati anche dai maggiori benefici fiscali previsti.”.



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