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Attualità mercoledì 07 ottobre 2015 ore 18:04

"Il futuro delle cave lo decidiamo con la Regione"

Il sindaco di Campiglia Rossana Soffritti ha spiegato come le decisioni sul futuro dei lavoratori dovranno essere prese insieme da Comune e Regione



CAMPIGLIA — Il prossimo Piano Cave, indicato come il documento che conterrà molto del futuro delle aziende e dei lavoratori di Campiglia, verrà deciso insieme da Regione e Comune. Un'opera di concertazione sulla quale il sindaco Soffritti non ha dubbi "Veniamo consultati per decisioni molto più piccole", fermo restando che i posti di lavoro verranno tutelati il più possibile.

Il commento arriva al termine dell'incontro in Comune: da una parte la giunta (oltre al sindaco gli assessori Bartalesi e Ferroni) e dall'altra i lavoratori di Cave di Campiglia, i rappresentanti delle Rsu di Unicalce mentre in un secondo momento sono stati ascoltati i rappresentanti delle aziende.

"È stata un'importante occasione di confronto nella quale a fronte delle comprensibili preoccupazioni dei lavoratori ho cercato di inquadrare il tema delle attività estrattive esattamente per ciò che è: un tema complesso che ci impone una riflessione a tutto tondo e verso il quale la politica locale cerca di immaginare un futuro di prospettive più innovative, rispettose dell'ambiente nel quale ovviamente questo tipo di attività deve progressivamente assumere un ruolo più residuale. Ovviamente questo non avverrà con tempi immediati e il tema del lavoro resta tra le mie e le nostre priorità. I posti di lavoro e la loro tutela oggi e in prospettiva sono un interesse primario". 

"l nostro Comune ha dato tantissimo e può affrontare, insieme al resto della Val di Cornia una discussione che riguardi la nostra filiera produttiva, e mi riferisco alla siderurgia e al materiale necessario al suo futuro sviluppo (che ancora però non conosciamo), ma sul fabbisogno dell'industria toscana e dei fabbisogni generali mi aspetto una discussione che investa l'ambito regionale di programmazione. 

In modo più chiaro la Regione si appresta a definire i contenuti e le strategie delle attività estrattive dei prossimi 10 anni nel nuovo Piano Cave, credo che se e quale ruolo debba rivestire questo territorio lo si debba trovare lì dentro e lo si debba definire in contraddittorio con noi. Non ho neanche dubbi sul fatto che lo si farà, anche perché i principi di copianificazione su cui la Regione ha fondato la recentissima leggi urbanistica e il Pit impongono di condividere scelte ben più semplici di questa che riguarda il futuro modello di sviluppo, occupazione, ambiente e paesaggio". 

"Possiamo e dobbiamo adeguarci ai Piani approvati e mi riferisco a quello provinciale, non possiamo accogliere un piano che ipoteca il futuro per oltre 20 anni rispondendo ad una proposta avanzata dall'azienda. Possiamo ragionare su come ci si approccia verso piani di coltivazioni già autorizzati molto indietro e nel farlo anche a breve termine si declina il tema già puntando a ridurre le quantità che rimangono da escavare puntando sull'effettivo fabbisogno, sostenere lo sviluppo del comparto del riciclo dei materiali, compensare il territorio in modo più consistente. La discussione però deve investire in tempi molto brevi tutti i livelli istituzionali"



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