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giovedì 23 maggio 2019

Attualità domenica 11 novembre 2018 ore 15:00

Sanità, lanciato l'appello ai sindaci

Cgil e Uil: "Ora basta. Cittadini che come pacchi postali vengono sballottati da Livorno a Piombino. Oggi apprendiamo un'altra ciliegina sulla torta"



LIVORNO — Si torna a parlare di sanità con una nota congiunta di Cgil provincia di Livorno, Uil provincia di Livorno, Spi-Cgil provincia di Livorno e Fp-Cgil provincia di Livorno.

I sindacati provinciali hanno denunciato disservizi e riduzione di prestazioni fondamentali. "Cittadini che come pacchi postali vengono sballottati da Livorno a Piombino per ridurre le liste di attesa della Chirurgia, solita cosa si dica per la diagnostica, dove addirittura si arriva fino all’Elba. - hanno denunciato nella nota - Qualcuno ha valutato che vi è un dato preoccupante e crescente, legato all’abbandono delle cure a causa delle mancate risposte del sistema; che tale situazione si aggrava ancor di più se lo si costringe a recarsi fuori territorio, per ricevere un servizio che dovrebbe essere garantito a parità di condizioni a tutti".

"Qualcuno si è domandato come può una persona anziana sola ma anche un giovane precario o part time sostenere costi aggiuntivi per curarsi, visto che fa fatica ad arrivare a fine mese, sostenendo le spese comuni come affitto, mutuo bollette, assicurazioni ecc. come gli si può chiedere di aggiungere costi per potersi curare. - hanno aggiunto - Ai problemi già presenti relativi alla mancanza di una struttura ospedaliera adeguata alle nuove esigenze, riduzione posti letto, mancanza della territorialità attraverso l’assenza totale delle Case della salute e della scarsa propensione alla medicina di iniziativa, liste di attesa bibliche, oggi apprendiamo un’altra ciliegina sulla torta che ci regala l’Azienda Sanitaria, la decisione di tagliare 3 medici su 4 dal 118, con l’istituzione di un’auto medica che dovrà fare da trottola girando tra un intervento e l’altro, con la speranza che non vi siano sovrapposizioni di interventi, in questo caso rischiando la compromissione di una prestazione adeguata e la compromissione della sicurezza dei cittadini".

"Sinceramente - hanno commentato - stiamo toccando il fondo e come organizzazioni sindacali confederali e di categoria non siamo più disponibili a vederci sottrarre pezzi di servizio".

Per questo l'appello ai sindaci di tutta la provincia affinché il prima possibile si apra "una discussione franca sulla sanità del nostro territorio, ormai sono anni che non abbiamo un piano integrato di salute e siamo ancora in attesa del varo del Pal che ci risulta essere stato inoltrato ai sindaci ma rimasto al palo, chiedendo una loro chiara posizione rispetto a quanto sta accadendo e al futuro della nostra sanità locale".



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