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sabato 24 agosto 2019

Attualità domenica 21 luglio 2019 ore 08:41

Luna e ricordi

Foto di Gordiano Lupi

Su #tuttoPIOMBINO "Luna e ricordi" di Gordiano Lupi



- — Cinquant’anni fa il primo uomo metteva piede sulla luna, tutti noi conquistavamo il magico satellite leopardiano, ci rendevamo conto di persona di cosa ci fosse davvero in quella sfera misteriosa che se ne stava in cielo, silenziosa e bianca. La guerra fredda segnava una gelida vittoria statunitense sul rivale sovietico, grazie al languido satellite fatto di crateri e sogni, mentre fantasticavamo sul futuro, davanti a un televisore acceso nelle nostre cucine anni Sessanta, nei salottini proletari, nei tinelli disadorni, nelle camerette disfatte. 

Era il 1969, non avevo ancora compiuto nove anni, mi sembrava un sogno vedere un astronauta che ricordava il nome d’un magico suonatore jazz fare un piccolo passo che per noi avrebbe dovuto rappresentare un grande passo. Mio padre ci credeva davvero che tutto sarebbe cambiato, pensava che la fantascienza sarebbe diventata scienza, che conquistata la luna tutto sarebbe stato possibile, non avremmo avuto più problemi, avremmo sconfitto le malattie, il dolore, persino la miseria. Il suo ottimismo aveva contagiato anche me che sulla luna fantasticavo da tempo grazie ai fumetti di supereroi, immerso nelle poesie di Pascoli e Leopardi, nelle canzoni di Mina e Buscaglione, con un sacco di pensieri confusi tipici di un bambino che frequenta la scuola elementare. 

Non è cambiato proprio niente, caro babbo, non sai quanto mi costa dirtelo. Abbiamo continuato a fare gli stessi errori, a occuparci di cose che con la nostra vita hanno ben poco a che fare, ad anteporre sete di potere e guadagno alla nostra salute e ai veri problemi del mondo. La luna resta al solito posto, tra un’eclissi parziale e un colore rosso fuoco che piace tanto agli innamorati, spinge a sussurrare espressioni sognanti, fa pensare al domani. 

Non abbiamo conquistato Saturno come accadeva negli albi a fumetti che mi facevi leggere da piccolo, di tanto in tanto pensiamo di andare su Marte, ma poi ci rinunciamo, anche se adesso persino diversi italiani studiano per fare gli astronauti e lavorano al progetto. Il primo uomo sulla luna resta un bel sogno, un ricordo indelebile di una straordinaria avventura vissuta insieme, un momento indimenticabile che profuma di merende pane, burro e marmellata davanti a un televisore Grundig in bianco e nero. 

Se chiudo gli occhi rivedo una tavola di legno poco pregiato con sopra un piano di vetro color bottiglia, un terrazzo spalancato sulla grande industria che diffonde fumo e polvere d’acciaio, un televisore acceso e le tue parole come una profezia: "Niente sarà più come prima". Sarei così felice nel dirti che avevi ragione, ma non posso. Tutto è come prima, purtroppo. Persino peggio.

Gordiano Lupi
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