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sabato 21 settembre 2019

Lavoro martedì 28 agosto 2018 ore 17:00

Acciaio, per Camping Cig "un vero salto nel buio"

Il coordinamento di lavoratori Camping Cig con Accordi di programma e Business Plan alla mano hanno toccato i tasti dolenti



PIOMBINO — "La nostra associazione ha esaminato attentamente l'Accordo di Programma (AdP) e il Business Plan (B.P.) relativi al caso Jindal/Piombino. Dalla discussione, con la partecipazione anche di tecnici del settore, sono emerse valutazioni e interrogativi, che qui esprimiamo in sintesi e più dettagliatamente in un documento di prossima diffusione". A dirlo è il coordinamento Art.1 - Camping Cig che ha interpretato l'operazione di Jsw come una mossa per assicurarsi "un pied à terre in Europa, un porto in ottima posizione e con buoni fondali, aree industriali di discreto valore immobiliare, impianti vecchi o da demolire ma pur sempre compresi in un pacchetto corredato da consistenti sussidi, agevolazioni e incentivi pubblici". 

Oltre agli investimenti previsti per il riavvio dei treni, il coordinamento pone la lente sul tempistiche e gli altri progetti che dovrebbero essere contenuti in uno studio di fattibilità a 18 mesi dalla firma dell'Accordo di Programma. Momento che segnerebbe l'avvio dei nuovi investimenti.

"Jsw Steel deciderà in piena e assoluta libertà se e quanto investire, in che tempi, come e dove dislocare gli impianti: non si tratta di impegni, ma di ipotesi subordinate all'esito dello studio di fattibilità, sulla base del quale verrà anche revisionato l'AdP. Non è affatto assicurato che si coli acciaio a Piombino. Non è affatto assicurato che si facciano le demolizioni (subordinate a studi di fattibilità e sostenibilità) e le bonifiche. - hanno commentato - Nell'AdP la parte pubblica (Governo locale e nazionale) si auto-obbliga ad una serie nutrita e precisa di oneri procedurali, amministrativi e finanziari, che Jsw assume singolarmente (nessun escluso) come condizione necessaria per gli investimenti, a fronte della sostanziale assenza di impegni vincolanti e sanzionati per Jsw Steel stessa". 

La parte pubblica? Come fanno notare dal Camping Cig "firma l'AdP senza un vero piano industriale, come fu già con Rebrab, senza che ne venga minimamente discussa, nei Consigli comunali e nella collettività. - e ancora - Non inserisce paletti che vincolino benefici e concessioni ai tempi di realizzazione degli investimenti; non prolunga la vigilanza ministeriale oltre il biennio dalla firma. La scelta di allontanare la fabbrica dalla città, tanto enfatizzata al tempo della variante Aferpi, verrà rimessa in discussione?".

Sul fronte occupazione gli scenari previsti dal Camping Cig sono due. "Alla fine del percorso, che potrebbe essere tra il 2022 e il 2025 ci saranno molti esuberi: qualche centinaio tra i dipendenti di Jsw Steel, nella ottimistica quanto improbabile ipotesi di piena realizzazione degli investimenti evocati; o più di un migliaio, nella pessimistica ipotesi (malaugurata ma possibile) che a Piombino si lamini ma non si coli più acciaio. Ciò senza contare la strage (in buona parte già avvenuta) di posti di lavoro nell'indotto".

"In sostanza l'AdP rispecchia una trattativa a senso unico: - hanno concluso - mani completamente libere per la multinazionale e un vero salto nel buio per i lavoratori e per la città. E' indispensabile guardare negli occhi questa realtà (la cui responsabilità ricade sul governo precedente quanto sull' attuale) impedendo nuove narrazioni felici e invertendo le politiche che hanno prodotto questa débacle del pubblico interesse".



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