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Attualità giovedì 13 ottobre 2016 ore 12:36

Altro che ricorso, meglio un nuovo canile

Foto d'archivio

Quindici giorni di tempo per il ricordo, novanta per cambiare rotta. Così il consigliere Gelichi (Ascolta Piombino) lancia l'idea di un bando



PIOMBINO — L'avvocato Napoleoni, nelle vesti di residente indignato, ha vinto la causa contro il Comune di Piombino per la questione del canile che, secondo la sentenza, dovrà essere risolta entro 90 giorni soprattutto per quanto riguarda le emissioni sonore (leggi gli articoli correlati).

"Invece di fare ricorso, l’assessore Chiarei espleti un bando per la creazione di un nuovo canile comunale in località Montecaselli; - ha proposto il consigliere comunale Riccardo Gelichi (Ascolta Piombino) - lì dove le stesse norme urbanistiche della giunta, dove siede Chiarei, ne prevedono la realizzazione". 

Il consigliere di Ascolta Piombino fa notare come nel programma di mandato l'amministrazione prevedeva la realizzazione di un canile proprio a Montecasseli mentre per gli ex Macelli era previsto un complesso turistico. Questo contrariamente a quanto poi fatto nella realtà dal momento che sono stati spesi soldi per una serie di interventi di miglioria alla struttura degli ex Macelli. Migliorie che, evidentemente, non sono servite dal momento che l'avvocato ha portato in causa il rumore, il degrado e la comparsa di ratti.

"Proseguire il contenzioso oggi ci sembrerebbe una battaglia inutile e onerosa, costosa per i soldi dei contribuenti che dovrebbero sostenere le spese legali del Comune di Piombino, incerta nella sua risoluzione finale. - ha aggiunto Gelichi - Invece, la possibilità di avviare un bando per la creazione di un nuovo canile, sarebbe una grande opportunità anche per il comprensorio. Con i soldi che il Comune versa per l’attuale gestione, insomma, potrebbe configurarsi la possibilità di fare un investimento che possa fungere oltre che da canile, anche come pensione per cani".

Insomma, l'invito rivolto a all'assessore Chiarei è di ripensarci. Dello stesso avviso è anche l'associazione La Casa di Margot che nel 2012, nel 2013 e nel 2014 aveva proposto la realizzazione a sue spese di una struttura in un terreno pubblico.



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