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martedì 18 settembre 2018

Lavoro martedì 11 settembre 2018 ore 21:26

ArcerlorMittal, quali condizioni per Piombino

Lo scenario che si profila per la fabbrica piombinese dopo l'acquisizione dell'Ilva di Taranto legato al pacchetto Galati-Skopje-Piombino



PIOMBINO — Quale sorte per ArcelorMittal Piombino in conseguenza all'acquisizione dell'Ilva di Taranto? Ne hanno parlato oggi Fim, Fiom e Uilm durante un incontro con la direzione dello stabilimento e il Trustee Manager.

Un incontro che è servito a comprendere e chiarire le prerogative e le procedure ufficiale di accompagnamento alla ormai definita vendita dei pacchetti europei, in conseguenza alla acquisizione di Ilva, tra cui anche lo stabilimento di Piombino.

"L'ufficio di consulenza che lavora a diretto contatto con la Commissione Europea (Trustee Manager) ha risposto puntualmente alle domande della Rsu in base alla oggettività delle prerogative e delle procedure. - hanno riferito i sindacati in una nota - La commissione Europea garantisce che il nuovo acquirente abbia un piano industriale che preservi l'attuale business dell'impresa e la tutela contrattuale e di diritto della posizione salariale ed economica di ogni lavoratore. Che il processo di vendita del pacchetto Galati-Skopje-Piombino sia trasparente e legittimato non soltanto dal prezzo eventuale d'acquisto. Infatti, la scelta di Mittal sul nuovo acquirente, che sarà presentata alla Commissione Europea entro la fine di Settembre, sarà verificata e legittimata in base a criteri di sostenibilità e garanzia di governance, al punto che se la Commissione Europea non ritenesse valido il nominativo presentato da Mittal, la gara sarebbe nuovamente riaperta".

I prossimi step dunque prevedono entro la fine di Settembre la scelta del nuovo acquirente, tre o quattro mesi di tempo di valutazione con ipotesi di closing tra Gennaio e Febbraio 2019. Nel periodo a ridosso della validazione ufficiale e della informativa del nominativo confermato dalla Commissione Europea, le organizzazioni sindacali richiederanno un incontro al nuovo acquirente per conoscerne il Piano industriale, che dovrà riguardare la tutela e il rilancio dello stabilimento e del futuro dei lavoratori.



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