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Attualità mercoledì 06 febbraio 2019 ore 10:03

Cattivi odori dalla discarica, il punto di Arpat

La posizione della centrali e la posizione della discarica Rimateria (Foto: Arpat)

Il monitoraggio delle emissioni odorigene dell'Arpat è partito il 26 agosto 2018. Stilata la relazione che fa il punto sui valori e gli sforamenti



PIOMBINO — Parlando delle problematiche relative alle emissioni odorigene provenienti dalla discarica Rimateria, Arpat ha effettuato il monitoraggio dell'idrogeno solforato in aria mediante un sistema di determinazione in continuo su mezzo mobile.

"L’idrogeno solforato è un gas incolore, dall'odore caratteristico di uova marce, è una delle più diffuse sostanze odorigene emesse dai rifiuti in condizioni anaerobiche. - ha spiegato Arpat in una nota - L'idrogeno solforato è caratterizzato da una soglia olfattiva decisamente bassa e quindi in grado di provocare disagi olfattivi: la soglia di riferimento indicata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per il disturbo olfattivo è 7 μg/m3".

Il monitoraggio è partito il 26 agosto 2018 attraverso un mezzo mobile nel piazzale esterno al Dipartimento Arpat in via Adige 12. E' stata redatta inoltre una relazione che ha preso in considerazione il periodo che va dal 12 novembre al 31 dicembre 2018.

"Elaborando i dati registrati con frequenza oraria e confrontandoli con la direzione e velocità del vento rilevate dalla stazione meteo, emerge che il mezzo mobile, con venti che provengono dal secondo quadrante della rosa dei venti (intervallo compreso tra i 90° ed i 180°), è investito dalla massa d’aria che proviene dalla discarica e che può trasportare le emissioni odorigene. È stato considerato tutto il secondo quadrante vista la vicinanza della stazione di rilevamento con la sorgente odorigena e la notevole area occupata da quest’ultima. - hanno spiegato da Arpat - Nel periodo di monitoraggio di 45 giorni il numero dei dati orari validi registrati corrisponde a 896, le medie orarie in cui è stata superata la soglia di disturbo odorigeno (7 μg/m3) sono state 111, ovvero il 12,4 per cento del totale. Le medie orarie con superamento della soglia di disturbo con venti provenienti dalla discarica sono state 59 ovvero il 6,6 per cento del totale dei dati orari validi e il 53,1 per cento delle medie orarie con superamento della soglia di disturbo.Il valore massimo registrato è stato di 34,5 μg/m3 alle ore 11 del 23/12/2018, con direzione del vento da 175°. Il numero di giorni interessati dal superamento della soglia di disturbo odorigeno è 26 su 45 (57,7 per cento dell’intero periodo monitorato)".

Nella relazione Arpat ha anche specificato che al momento delle rilevazioni la discarica era l'unica sorgente nota di emissioni odorigene con H2s, concentrazioni che si è manifestata non in correlazione agli orari di esercizio della discarica.

"Quest’ultima è dotata di una rete di captazione del biogas in esercizio con termodistruzione dello stesso biogas in torcia (in attesa che siano avviati i motori per il recupero energetico). - e ha aggiunto - La sorgente emissiva potrebbe dunque essere rappresentata dalla somma di due elementi principali: le aree residuali di discarica non ancora dotate di copertura provvisoria e aspirazione del biogas e le attività di movimentazione dei rifiuti messe in atto dal gestore".

In conclusione "la media mobile della concentrazione di idrogeno solforato calcolata su 90 giorni è risultata inferiore al valore guida indicato dalla Organizzazione Mondiale della Sanità. - si legge nella nota Arpat - Nell’area di stazionamento del mezzo mobile i superamenti della soglia di disturbo odorigeno hanno interessato 26 giorni su 45 di monitoraggio, per un tempo medio di circa 5 ore. Il 53,1 per cento delle medie orarie in cui è stata superata la soglia di disturbo odorigeno coincide con venti provenienti dalla discarica. - e si aggiunge - Al fine di ridurre il disturbo odorigeno proveniente dalla discarica è necessario che il gestore, oltre a garantire il rispetto delle modalità di conduzione indicate nell’atto autorizzativo e nei successivi atti emanati dell’Autorità Competente, eviti di movimentare strati di rifiuti già messi a dimora e in fase anaerobica, salvo le attività strettamente necessarie alla messa in opera dei presidi necessari per la chiusura della discarica (ad esempio l’ancoraggio dei teli di copertura)".



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