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giovedì 17 ottobre 2019

Attualità sabato 15 settembre 2018 ore 09:52

"Il tempo è scaduto, uno sprint per il rilancio"

E' la Cgil a porre l'accento sulla necessità di premere l'acceleratore sulle infrastrutture. Non solo Jindal, molto ruota attorno al porto



PIOMBINO — "Il tempo è scaduto, serve uno sprint: solo così Piombino può sperare nel rilancio". Così hanno esordito Fabrizio Musto, coordinatore Cgil area sud della provincia, Maria Luisa Lironi, segretaria provinciale Filt-Cgil, e Giuseppe Gucciardo, segreteria provinciale Filt-Cgil (responsabile settore trasporto merci e logistica).

La loro lente è posta sulla questione infrastrutture, distribuzione di energia, General Electric e Piombino Industrie Marittime (Pim) che rappresentano le fondamenta di un rinnovato sviluppo per Piombino, che a questo punto hanno bisogno di concretezza.

"L'insediamento di Jindal è molto importante, genererà un impatto positivo anche su tutto l'indotto, ma da solo non potrà bastare a garantire un futuro a Piombino: per rilanciare l'occupazione servono investimenti anche su altri settori strategici. E serve dar davvero attuazione a quanto previsto nell'Accordo di programma. - hanno spiegato in una nota - Senza infrastrutture il porto muore Piombino ha bisogno di adeguate infrastrutture per consolidare le attività produttive già esistenti e per attrarre nuovi investitori, soprattutto nell'area portuale. E' dunque fondamentale dal concretezza al progetto 398 e alla realizzazione della bretella di collegamento nord al porto". Infrastrutture che oltre a favorire i collegamenti porterebbero dei benefici anche al turismo.

Al momento, però, sussistono molte incertezze, troppe secondo il sindacato che per questo invoca una svolta (leggi qui sotto gli articoli correlati).

"Molti investitori privati guarderebbero con interesse al nostro porto ma la cronica mancanza di infrastrutture rappresenta un freno al loro insediamento. - hanno aggiunto - Non possiamo perciò permetterci di non essere competitivi. E soprattutto non possiamo permetterci altri esuberi di lavoro portuale. Serve dunque uno scossone".

Per quanto riguarda i nuovi insediamenti, il progetto di Pim resta sempre valido come chiarito in una recente nota, ma difficili prevedere i tempi di attuazione. Sul fronte General Electric si attendono novità.

"I piani industriali siano messi sul tavolo e si inizi finalmente a discutere di progetti concreti, sviluppo e occupazione. - hanno concluso - Ci auguriamo che Regione, Provincia, Comune e Autorità di Sistema portuale raccolgano il nostro messaggio. E' stato perso troppo tempo, servono risposte concrete. Piombino può ancora salvarsi ma bisogna iniziare a correre".



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