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lunedì 16 settembre 2019

Elezioni sabato 27 aprile 2019 ore 09:11

Piombino, botta e risposta tra i candidati sindaco

Da sinistra: Fabrizio Callaioli, Francesco Ferrari, il direttore di Costa Etrusca Ivio Barlettani, Stefano Ferrini, Daniele Pasquinelli, Anna Tempestini

Siderurgia, porto, turismo, discarica e politiche sovracomunali, questi i temi su cui si sono confrontati i candidati a sindaco di Piombino



PIOMBINO — Il Rivellino è stato la cornice del confronto tra i candidati a sindaco di Piombino. Al tavolo coordinato dal direttore di Costa Etrusca Ivio Barlettani i 5 candidati: Fabrizio Callaioli (Rifondazione Comunista), Francesco Ferrari ((Ferrari sindaco, Ascolta Piombino, Lavoro&Ambiente, Forza Italia-Udc, Fratelli d’Italia, Lega), Stefano Ferrini (Spirito Libero), Daniele Pasquinelli (Movimento 5 Stelle) e Anna Tempestini ((Futuro a Sinistra, Con Anna per Piombino e lista Pd). 

Due ore serrate e 5 argomenti cardine hanno animato il dibattito: siderurgia; porto, nautica e turismo; discarica; politiche sovracomunali; scenario di un possibile ballottaggio. L'ordine di intervento dei candidati è stato estratto a sorte, assegnati ciascuno 3 minuti di tempo per illustrare la loro visione sulle singole tematiche.

Iniziamo dalla siderurgia. Callaioli ha sottolineato come la Jsw dovrà presentare entro la fine del 2019 il piano industriale e i progetti per dismissioni e bonifiche stando all'accordo per Aferpi; senza questo risulterebbe inutile promettere la realizzazione del nuovo forno elettrico. Di fronte all'azienda, insomma, dovrà esserci un'amministrazione forte che metta alle strette l'imprenditore. Riguardo Magona occhi puntanti sul progetto di Liberty House. Pasquinelli ha sottolineato come non è nelle disposizione delle amministrazioni governare uno dei mercati più complessi, quello dell'acciaio, ma di certo il servilismo nei confronti dell'imprenditore di turno non paga. Per questo l'amministrazione dovrà avere un ruolo incisivo compreso nella recente richiesta di variante per la realizzazione di un nuovo capannone per il treno rotaie che non può avvenire senza garanzie. Stesso discorso per le altre aziende che insistono sul territorio. Ferrari, riconoscendo la storia e l'importanza dell'acciaio a Piombino, ha ribadito come risulti necessario cogliere la presenza di imprenditori seri e con esperienza sul territorio. Ha sottolineato come l'amministrazione debba rapportarsi in maniera decisa e chiedere il piano industriale di Jindal per capire quali terreni gli servono e quali no per consentire a nuove piccole e medie imprese di investire sul territorio. Tempestini ha detto che la città ha pagato un prezzo all'industria in termini ambientali e occupazionali. A Jindal ha riconosciuto la riattivazione dei treni di laminazione e il ritorno al lavoro in fabbrica di 900 operai a rotazione. Riguardo al forno elettrico dovrà sorgere lontano dalla città, ma condizione necessaria per il futuro competitivo della fabbrica. Infine, se da un lato è attesa da Jindal la presentazione del piano industriale, anche il Governo deve fare la sua parte. Ottimismo per quanto riguarda l'ingresso di Liberty House in Magona. Per Ferrini è importante la realizzazione del nuovo forno elettrico non a ridosso della città, ma allo stesso tempo devono essere liberate le aree che non servono più ad Aferpi. Valutata positivamente la variante per il nuovo treno rotaie. Non dovrà mancare però un occhio di riguardo per tutte quelle imprese che vedono nel porto un futuro aprendo la città a nuovi settori economici come la logistica.

Quali visioni per il porto, la nautica e il turismo. Per Pasquinelli Piombino deve iniziare a mettere a frutto le sue peculiarità e lo scalo piombinese è una di queste; oltre alle banchine però servono aree retroportuali da dedicare alla cantieristica. Per far questo l'amministrazione dovrà essere protagonista di questo sviluppo attraverso le sue figure di rappresentanza. Ferrari ha ribadito l'importanza della figura del membro del comitato di gestione che rappresenta l'amministrazione comunale all'interno delle dinamiche portuali, figura che secondo il candidato in questi anni non ha avuto un ruolo politico determinante. Per quanto riguarda la nautica e il turismo queste rappresentano due facce della stessa medaglia che si chiama diversificazione. Tempestini ha riconosciuto il periodo di stasi del porto piombinese negli ultimi anni, rivendicando maggiore potere decisionale e funzionale.Su nautica e turismo carte in regola per investire. Per Ferrini bisogna attivare un tavolo di concertazione tra tutte le imprese che operano sul porto per avere una visione completa della situazione; necessario, come più volte sottolineato, migliorare i collegamenti per la Sardegna. Sì all'ampliamento del porto di Salivoli senza compromettere la spiaggia e lo scoglio d'Orlando. Sul fronte turismo una risorsa potrebbe essere quella dell'albergo diffuso e incentivare la frequentazione cittadina per chi soggiorna in Costa Est. Per Callaioli bisogna riattivare un porto per anni sottoutilizzato; per cambiare rotta serve una amministrazione che pesi ai tavoli decisionali. Per quanto riguarda il turismo questo rappresenta un veicolo importante per la diversificazione, riconoscendo però che Piombino non ha gli spazi della Versilia o della riviera Romagnola. 

La discarica Rimateria. Per la prima volta, ha sottolineato Ferrari, tutte le opposizioni si sono unite contro il progetto dell'amministrazione della privatizzazione e del raddoppio della discarica. E proprio su questi temi prosegue la battaglia del candidato non credendo al raddoppio funzionale alle bonifiche e agli scarti delle produzioni siderurgiche. Necessari i carotaggi e le centraline di monitoraggio. Tempestini ha detto che sì l'amministrazione deve mettersi dalla parte dei cittadini che chiedono i controlli, ma il tema della discarica deve essere spostato sul risanamento ambientale. Ferrini ha ribadito che in discarica dovrebbero finire solo i rifiuti della Val di Cornia ridimensionando quindi i volumi. Tra gli altri aspetti sì ai carotaggi, cercare di mantenere il più possibile il controllo pubblico e rintracciare i fondi ministeriali per le bonifiche. Callaioli ha voluto ricordare i debiti dell'Asiu e il progetto Tap fermo per anni a fronte di un corposo investimento; per il candidato la discarica a Ischia di Crociano dovrà essere riservata solo a smaltire i rifiuti delle bonifiche e quelli provenienti dalle produzioni industriali. Paquinelli fermo sul no a Piombino come polo di smaltimento rifiuti perché costituirebbe un freno a tutti i possibili sviluppi in altri settori come il turismo e l'agricoltura. Sulle quote ai privati, la necessità di riportare la governance in mano pubblica anche se per Piombino da sola non potrà farlo.

Le politiche sovracomunali e i rapporti con gli altri Comuni della Val di Cornia hanno visto per lo più i candidati tutti d'accordo.

Sull'ipotesi ballottaggio i candidati a sindaco di Piombino non si sono sbilanciati ritenendo qualsiasi previsione prematura. Comunque, Ferrini ricordando la natura della lista civica ha detto che ogni decisione si baserà sui programmi. Callaioli si è detto disponibile al confronto con le altre forze politiche dal punto di vista dei programmi senza però fare passi indietro sulla scala dei valori. Pasquinelli punta a vincere, secondo lui parlare ora di ballottaggio vorrebbe dire solo gestione delle poltrone; e se ci sarà un secondo turno i pentastellati valuteranno i programmi più vicini alle loro idee. Ferrari si è detto aperto al confronto con tutte le forze politiche nell'ottica del cambiamento dopo 70 anni, riconoscendo l'importanza dei valori e fuggendo da qualsiasi etichetta politica. Tempestini ha rivendicato i 10 anni di amministrazione Anselmi ed è certa che un accordo con la destra non ci sarà mai.

Il confronto tra i candidati si è concluso con un rendez-vous di 4 minuti ciascuno sui punti salienti del programma elettorale. Programmi che possono essere consultati sui siti e sulle pagine social del vari gruppi. 



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