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sabato 30 luglio 2016

Attualità giovedì 11 febbraio 2016 ore 14:45

Continuano i dubbi su Rimateria

"Far funzionare ciò che da tre lustri non funziona. Le amministrazioni comunali preferiscono usare nelle opere pubbliche i materiali di cava"

PIOMBINO — “La gestione irresponsabile e inetta delle ultime amministrazioni della Val di Cornia sul tema dei rifiuti ci consegnano un territorio sull’urlo di una crisi drammatica”, questa la fotografica delle coordinamento delle liste civiche Un’Altra Piombino, Assemblea San Vincenzina, Assemblea Popolare di Suvereto e Comune dei Cittadini di Campiglia.

Dopo Asiu, Tap e un debito a otto cifre, arriva la proposta per la Val di Cornia. “Si preferisce parlare di Rimateria e della realizzazione immediata di 1,9 milioni di metri cubi per lo stoccaggio dei rifiuti speciali e pericolosi a Ischia di Crociano, tra cui l’amianto, nelle aree contigue alle discariche esistenti. – spiega il coordinamento delle liste civiche – Volumi di stoccaggio e impianti di trattamento richiedono investimenti per 40 milioni di euro che si aggiungono ai 30 milioni di debito di Asiu. Cifre iperboliche che andranno comunque ripagate anche in assenza di bonifiche, tant’è che nelle modifiche allo Statuto di Asiu si creano le premesse giuridiche per ricorrere al mercato dei rifiuti speciali e pericolosi, di qualsiasi provenienza ovvero senza vincolo di prossimità. Dove le opposizioni hanno richiesto d’inserire tale vincolo, è stato respinto. Delle ipotesi di Rimateria e del condivisibile principio di prossimità si potrà parlare solo quando ci saranno chiare soluzioni tecniche, tempi e risorse finanziarie certe per le bonifiche”.

Nel progetto presentato è emersa la necessità di intercettare il know how indispensabile facendo entrare in società aziende del settore che avrebbero tutto l’interesse a rendere operative le ipotesi di Rimateria a prescindere dai tempi di partenza delle bonifiche del polo siderurgico. Il timore del coordinamento delle liste civiche è che arrivino commesse da tutta Italia, quando ancora non si è dimostrato di avere un progetto per smaltire i rifiuti pericolosi di casa nostra.

“In questo circolo vizioso si tace sull’Asiu e sul danno arrecato alla collettività dalle Amministrazioni che hanno gestito l’azienda, mentre c’è bisogno di chiarezza e di far pagare ciascuno per le responsabilità che ha. – commentano – Nel pantano del debito di Asiu si pensa a costruire nuovi impianti e nuovi volumi per lo stoccaggio dei rifiuti speciali e pericolosi, quando dovremmo impegnarci perché si progetti e si finanzi la bonifica dell’area siderurgica piombinese. Con un pubblico così, vale a poco il dibattito se sia opportuno mantenere la società che gestisce rifiuti pericolosi pubblica o delegare il tutto al privato perché l’intero progetto non sta in piedi, da nessun punto di vista”.

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