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lunedì 17 febbraio 2020

Politica sabato 25 gennaio 2020 ore 17:25

“Inaccettabile la proroga e l’inerzia del Governo”

La Federazione Pd chiede ai rappresentanti del Governo di venire a Piombino e affrontare la vicenda Jsw al pari di quella di Taranto



PIOMBINO — “Inaccettabile la proroga al buio richiesta da Jindal e inaccettabile l’inerzia del Governo”, è la Federazione Pd a commentare la richiesta di proroga di 4 mesi per la presentazione del Piano industriale per il rilancio dello stabilimento siderurgico di Piombino.

“La vicenda Piombino non è risolta, oggi ne abbiamo l’ennesima riprova. - hanno aggiunto - Aver trovato un acquirente importante per l’azienda era solo il primo passo e, come si vede, ci sarebbe stato bisogno di un continuo monitoraggio da parte del Governo che, al contrario, dopo l’impegno dell’ex ministro Carlo Calenda, si è disinteressato del polo industriale di Piombino. La proroga chiesta oggi da Jindal ne è la dimostrazione. Una richiesta inaccettabile. Al buio. Senza nessuna sicurezza che tra quattro mesi (e a ormai solo due mesi dalla fine della sorveglianza Nardi) verrebbe trovata una soluzione”.

“Una richiesta o, per meglio dire, il tentativo di un’imposizione, per compiere non si capisce quali ulteriori valutazioni dopo che, per bocca del vice capo di gabinetto Giorgio Sorial e anche del sindaco di Piombino, solo una settimana fa, Governo e Comune assicuravano il rispetto dei tempi per la presentazione del piano industriale. Mancanza di dialogo, quindi, tra azienda, Governo e Comune che brancolano nel buio. - accusano - Un’azienda che si muove, palesemente, in un quadro di incertezze anche al di là della decisione di rimandare la scelta sulla realizzazione dell’acciaierie elettrica. Sono infatti del tutto evidenti i ritardi negli investimenti sui treni di laminazione, prima fase del progetto annunciato un anno fa. E senza una strategia precisa, impegnata solo nella ricerca di interventi tampone nell’intento di ridurre le pesanti perdite. Su questo pesa sicuramente una mancanza di autonomia del gruppo dirigente e la fragilità della struttura interna. Con voci che si rincorrono su possibili cambi al vertice“.

Per il Pd sembrerebbe che la situazione stia sfuggendo un’altra volta di mano “con la conseguenza che si continuano a offrire spazi a Jindal per una politica procastinatoria di cui sono un esempio evidente le richieste di certezze sui costi dell’energia, che sembrano sempre di più una alibi dietro il quale si nasconde la mancanza di vere prospettive strategiche”.

“Il porto è pronto per offrire il contributo necessario all’arrivo e alla partenza delle merci. La Regione Toscana ha consentito a Rimateria la possibilità di accogliere i futuri scarti industriali. I lavoratori sono solo in attesa di riprendere il proprio posto di lavoro. - questo il quadro per il Pd - Cosa dobbiamo aspettare ancora? Resta da capire se l’acciaio è ancora un asset strategico per il Paese e se Piombino è una vertenza nazionale oppure no. Sono queste le risposte che devono essere rese al più presto, dal Governo e da nessun altro”.

Per questo la richiesta al ministro Pantuanelli e al presidente del Consiglio Conte di venire a Piombino per affrontare la vicenda al pari di quella di Taranto.

“Nel frattempo, - concludono - le istituzioni, i Partiti, i sindacati e tutti i corpi intermedi, facciano squadra e impongano all’azienda il rispetto degli impegni assunti. Adesso servono sicurezze per i lavoratori, per una città e un territorio intero, piegati da 10 anni di crisi e che non vogliono più vivere solo di ammortizzatori sociali ma che chiedono lavoro e sviluppo”.



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