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Cronaca martedì 05 aprile 2016 ore 12:12

Le famiglie chiedono giustizia

In sette si sono rivolte ad un legale. Sono tredici i pazienti morti nell'ospedale di Piombino, ma non si esclude che ci siano altri casi



PIOMBINO — Sono sette le famiglie che hanno deciso al momento di avviare un’azione civile e ieri pomeriggio si sono ritrovate nello studio dell’avvocato Napoleoni. Non è escluso che anche altre famiglie si siano rivolte ad altri studi legali o abbiano deciso di aspettare.

Ai familiari di Adriana Salti, Enzo Peccianti, Elmo Sonetti, Alfo Fiaschi, Franca Morganti, Angelo Ceccanti e Bruno Carletti (come riportato da Il Tirreno) si aggiungono anche il figlio e la nuora di Annina Moscarini deceduta nell’aprile 2015 nello stesso reparto. Quest’ultima non è compresa nell’elenco formalizzato dai carabinieri del Nas, ma negli ultimi giorni si stanno susseguendo diverse segnalazioni che chiedono di riaprire altre cartelle cliniche per valutare se anche altre famiglie possano essere coinvolte in questa vicenda. Lo stesso procuratore capo di Livorno ha confermato, a margine dell’interrogatorio di lunedì mattina, la presenza di altre segnalazioni tutte da verificare.

I parenti ora vogliono solo capire cosa sia successo veramente e andranno fino in fondo. Non formeranno alcun comitato, ma attenderanno di costituirsi parte civile al momento del processo per la richiesta di risarcimento. 

Al momento, oltre all'infermiera Fausta Bonino, non risultano altri indagati nell'inchiesta condotta sui 13 decessi avvenuti nel reparto di Rianimazione dell'ospedale di Piombino. Si è svolto lunedì mattina l'interrogatorio che però non ha chiarito tutti i dubbi e la donna potrà essere riascoltata.



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