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domenica 17 dicembre 2017

Lavoro venerdì 17 novembre 2017 ore 11:31

"Non siamo lavoratrici di serie b"

Lo hanno detto a gran voce le addette ai servizi di pulizia e mensa dello stabilimento Aferpi scese in piazza contro il passo indietro del Governo

PIOMBINO — Sono scese in piazza le donne di Aferpi che lavorano come dipendenti di ditte che hanno in appalto il servizio di pulizia e mensa all'interno dello stabilimento siderurgico a Piombino. Se non c'è lavoro per i metalmeccanici anche il loro lavoro diminuisce e anche per le circa sessanta dipendenti la strada si preannuncia segnata (leggi gli articoli correlati).

Come hanno spiegato Filcams Cgil e Ugl terziario e igiene ambientale per la tutela delle lavoratrici nel mese di giugno era stato sottoscritto un verbale per la riattivazione della cassa integrazione; ammortizzatore che a settembre sarebbe stato approvato ma che a distanza di due mesi viene rimesso in discussione.

"Chiediamo l'aiuto del Governo. A settembre ci era stato riconosciuto un ammortizzatore della stessa durata dei colleghi metalmeccanici. Siamo considerate lavoratrici di serie b. Perché le tutele non sono uguali per tutti?", hanno detto a gran voce dal corteo che è partito nella mattinata in corso Italia e diretto verso il municipio.

Ad oggi si chiede alle istituzioni che sia data loro la possibilità di salvaguardare quel poco di lavoro che ancora rimane, ma soprattutto si mira a ottenere un trattamento paritario tra lavoratori e lavoratrici.

Il corteo ha raccolto una cinquantina di persone, tra i presenti l'assessore Stefano Ferrini e l'assessora Paola Pellegrini in rappresentanza dell'Amministrazione, i rappresentanti delle sigle sindacali organizzatrici, le bandiere di Usb Piombino, Camping Cig e alcuni rappresentanti sindacali Aferpi e Piombino Logistics. Grande assente, però, lo striscione rosso che negli anni è diventato il simbolo della lotta unitaria dei lavoratori delle acciaierie di Piombino.

Il corteo si è chiuso alle porte del Comune dove è stata consegnata simbolicamente una lettera di appello. Lo stesso assessore Ferrini ha fatto sapere che Comune e Regione hanno inviato una lettera al Governo per sottolineare che il passo indietro che hanno fatto è inaccettabile. 

Dina Maria Laurenzi
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